{"id":10044,"date":"2025-03-18T17:04:18","date_gmt":"2025-03-18T16:04:18","guid":{"rendered":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/?p=10044"},"modified":"2025-03-18T17:04:20","modified_gmt":"2025-03-18T16:04:20","slug":"vendita-di-beni-usati-e-diritti-dei-consumatori-lindagine-della-commissione-europea-e-della-rete-cpc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/news\/vendita-di-beni-usati-e-diritti-dei-consumatori-lindagine-della-commissione-europea-e-della-rete-cpc\/","title":{"rendered":"Vendita di beni usati e diritti dei consumatori: l&#8217;indagine della Commissione europea e della rete CPC"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Ogni anno, milioni di consumatori europei acquistano <strong>beni usati online<\/strong>, attratti da prezzi pi\u00f9 accessibili. Dai capi di abbigliamento, ai dispositivi elettronici, fino ai giocattoli e molti altri prodotti, il mercato dell\u2019usato \u00e8 in continua crescita. Ma le <strong>pratiche<\/strong> dei venditori sono conformi al <strong>diritto dell&#8217;UE in materia di tutela dei consumatori<\/strong>? Per fare chiarezza, la <strong>Commissione europea e le autorit\u00e0 nazionali preposte alla tutela dei consumatori<\/strong> hanno condotto un\u2019<strong>indagine a tappeto (<em>sweep<\/em>) <\/strong>su 356 professionisti attivi su siti web e piattaforme di vendita di beni di seconda mano. I risultati, pubblicati il 7 marzo, rivelano che le pratiche di <strong>ben 185 venditori (52%)<\/strong> potrebbero non essere conformi alle normative.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I risultati dell\u2019indagine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine si \u00e8 svolta <strong>in due fasi<\/strong>:<br>1) La verifica dei siti web operanti in un determinato settore economico per identificare eventuali violazioni della normativa a tutela dei consumatori.<br>2) L&#8217;azione di moral suasion delle autorit\u00e0 nazionali di enforcement che hanno invitato i professionisti ad adottare misure correttive.<br>Molti sono stati i<strong> settori economici<\/strong>\u00a0interessati dall\u2019indagine: dall\u2019abbigliamento, alle apparecchiature elettroniche, ai giocattoli e prodotti per l\u2019infanzia, agli elettrodomestici, all\u2019arredamento ecc\u2026Nello specifico, l&#8217;analisi condotta sui 356 siti web ha rivelato <strong>significative criticit\u00e0<\/strong>:<br>&#8211; Il 40% degli e-shop\u00a0non fornisce chiaramente ai consumatori informazioni sul diritto di recesso;<br>&#8211; Il 45% informa correttamente i consumatori sui diritti loro riconosciuti in caso di prodotto non conforme;<br>&#8211; Il 57% non adempie all\u2019obbligo di garantire il prodotto per almeno un anno dall\u2019acquisto;<br>&#8211; Il 34% presenta dichiarazioni ambientali, ma:<br>&#8211; Il 20% non fornisce prove adeguate a supporto delle dichiarazioni pubblicate.<br>&#8211; Per il 28% dei casi le dichiarazioni ambientali sono risultate false, ingannevoli o potenzialmente riconducibili a pratiche commerciali sleali.<br>&#8211; Il 5% non ha correttamente indicato la propria identit\u00e0 e l&#8217;8% non ha fornito il prezzo totale del prodotto, comprensivo delle spese di spedizioni ed eventuali oneri fiscali.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 indagine condotta dalla Commissione Europea e dalla rete Consumer protection cooperation (CPC) si inserisce nel quadro delle misure non legislative volte a garantire un elevato livello di protezione dei consumatori le cui scelte di acquisto subiscono sempre pi\u00f9 spesso\u00a0l\u2019impatto di pratiche commerciali scorrette. A sottolineare l\u2019importanza di questa azione \u00e8 <strong>Michael McGrath<\/strong>, nuovo Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di diritto e la Tutela dei consumatori, che ha dichiarato: <em>&#8220;I beni usati svolgono un ruolo cruciale in un&#8217;economia circolare. \u00c8 fondamentale che tutti gli operatori, compresi quelli che trattano beni usati, rispettino i diritti dei consumatori. I risultati della nostra recente indagine indicano che questo non sempre accade. Esorto tutti gli operatori interessati a garantire che le loro pratiche siano pienamente in linea con il diritto dell&#8217;UE in materia di tutela dei consumatori.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;acquisto di beni usati \u00e8 una scelta sostenibile che offre numerosi vantaggi sia ai consumatori che all\u2019ambiente.&nbsp; Prolunga il ciclo di vita degli oggetti, riducendo la quantit\u00e0 di rifiuti destinati alle discariche e l\u2019inquinamento derivante dallo smaltimento; permette ai consumatori di risparmiare denaro senza rinunciare alla qualit\u00e0; contrastare il fenomeno dell&#8217;obsolescenza programmata, promuovendo una cultura del riuso e della riparazione.<br>Comprare beni usati \u00e8 un modo efficace per ridurre gli sprechi, risparmiare e contribuire attivamente alla sostenibilit\u00e0 ambientale ed economica senza rinunciare ai nostri diritti, in quanto la circostanza che il prodotto che acquistiamo sia di \u201cseconda mano\u201d non esclude il nostro diritto a ricevere informazioni chiare e trasparenti sulle caratteristiche del prodotto, sull\u2019identit\u00e0 dell\u2019 operatore economico che lo vende, sul prezzo, sul diritto di recesso e su quello al ripristino della conformit\u00e0 nel caso di bene difettoso sebbene, in questo ultimo caso, la durata della garanzia legale pu\u00f2 essere ridotta ad un anno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, milioni di consumatori europei acquistano beni usati online, attratti da prezzi pi\u00f9 accessibili. 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