{"id":1027,"date":"2017-05-12T10:52:49","date_gmt":"2017-05-12T08:52:49","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/ECCWORDPRESS\/2017\/05\/12\/agcm-sanziona-whatsapp-3-milioni-di-euro-per-aver-indotto-gli-utenti-a-condividere-i-dati-personali-con-facebook\/"},"modified":"2017-05-12T10:52:49","modified_gmt":"2017-05-12T08:52:49","slug":"agcm-sanziona-whatsapp-3-milioni-di-euro-per-aver-indotto-gli-utenti-a-condividere-i-dati-personali-con-facebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/news\/agcm-sanziona-whatsapp-3-milioni-di-euro-per-aver-indotto-gli-utenti-a-condividere-i-dati-personali-con-facebook\/","title":{"rendered":"AGCM SANZIONA WHATSAPP : 3 MILIONI DI EURO\u00a0PER AVER  INDOTTO\u00a0GLI UTENTI A CONDIVIDERE\u00a0I DATI PERSONALI CON FACEBOOK\u00a0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-1026\" src=\"https:\/\/ecc-netitalia.it\/wp-content\/uploads\/news\/whatsapp.jpg\" alt=\"whatsapp\" style=\"margin-bottom: 20px; margin-left: 20px; float: right;\" width=\"435\" height=\"310\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">L&rsquo;Autorit&agrave; Garante della Concorrenza e del Mercato, in data 11 maggio 2017, ha concluso due istruttorie, avviate nel mese di ottobre 2016, &nbsp;per presunte violazioni del Codice del Consumo nei confronti di WhatsApp.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">Nel <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">primo procedimento (PS 10601)<\/span><\/strong>, l&rsquo;Autorit&agrave; ha preso in esame la condotta di WhatsApp Messenger che, tramite un&rsquo;opzione pre-impostata, ha indotto i propri utenti &nbsp;ad accettare la condivisione di alcuni dati personali del proprio account con Facebook per scopi commerciali per non subire l&rsquo;interruzione del servizio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">Coloro che alla data del 25 agosto 2016 erano gi&agrave; utenti avevano, tuttavia, la possibilit&agrave; di accettarne &ldquo;parzialmente&rdquo; i contenuti, potendo decidere di non fornire l&rsquo;assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, il servizio. L&rsquo;esistenza di un&rsquo;opzione in tal senso, per&ograve;, non era stata indicata nella schermata principale in cui si chiedeva l&rsquo;accettazione dei nuovi termini di utilizzo, ma in una successiva alla quale si accedeva unicamente&nbsp; cliccando sul link che rinviava alla lettura dei termini e della informativa sulla Privacy e dove, tra l&rsquo;altro, per rifiutare la condivisione dei dati, si doveva deselezionare l&rsquo;apposita casella.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">Le modalit&agrave; utilizzate per l&rsquo;acquisizione del consenso da parte degli utenti sono state contestate dall&rsquo;AGCM che ha ritenuto tale pratica commerciale scorretta, aggressiva e volta a condizionare la libera scelta dell&rsquo;utente facendogli credere che la mancata accettazione di tale clausola rendesse impossibile il proseguimento dell&rsquo;utilizzo dell&rsquo;app.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">L&rsquo;Autorit&agrave; stigmatizza l&rsquo;inadeguata evidenziazione della possibilit&agrave; di poter negare il consenso alla condivisione dei dati con Facebook e la difficolt&agrave; di poter esercitare concretamente tale opzione sottolineando l&rsquo;effetto di condizionamento, determinato dal contenuto della prima schermata e dalla pre-spuntatura apposta sull&rsquo;opzione di selezione del consenso visibile solo a partire dalla seconda schermata. A ci&ograve; si aggiunga che l&rsquo;utente che avesse accettato in toto i nuovi &ldquo;Termini di utilizzo&rdquo; nella prima schermata, contenente il messaggio che avvisava delle avvenute modifiche, senza essere venuto a conoscenza dell&rsquo;opzione di poter negare la condivisione dei dati con Facebook, si sarebbe trovato di fronte ad un&rsquo;ulteriore difficolt&agrave;. Ovvero, nell&rsquo;eventuale circostanza in cui si fosse, infatti, accorto, in un secondo momento, della possibilit&agrave; di continuare ad utilizzare WhatsApp senza essere costretto ad accettare la condivisione, l&rsquo;interessato, al fine di esercitare la propria scelta in tal senso, modificando quella iniziale, avrebbe dovuto seguire una procedura pi&ugrave; articolata di quella proposta per l&rsquo;accettazione iniziale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">WhatsApp Messenger avrebbe fatto leva sulla posizione degli utenti medesimi rispetto ai servizi offerti dall&rsquo; app che essi utilizzano quotidianamente, spesso anche in sostituzione della telefonia ordinaria, come abituale strumento di contatto sociale e condivisione e a cui, di conseguenza, difficilmente avrebbero voluto &nbsp;rinunciare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">L&rsquo;Autorit&agrave; con riguardo alla gravit&agrave; della violazione ed alla particolare natura del profilo di scorrettezza caratterizzato da modalit&agrave; insidiose di acquisizione del consenso dell&rsquo;utente alla condivisione con Facebook dei propri dati ha vietato a Whatsapp &nbsp;la prosecuzione di tale pratica ed ha altres&igrave; irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 3 milioni di euro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">Il <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">secondo procedimento istruttorio (CV 154)<\/span><\/strong>, avviato, nei confronti di WhatsApp Inc., era volto ad accertare la &nbsp;presunta vessatoriet&agrave; di alcune clausole del modello contrattuale sottoposto all&rsquo;accettazione dei consumatori che vogliano usufruire dell&rsquo;applicazione WhatsApp Messenger.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">L&rsquo;Autorit&agrave; ha ritenuto vessatorie le disposizioni che prevedono:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">esclusioni e limitazioni di <strong>responsabilit&agrave; contrattuale<\/strong> in capo a WhatsApp inclusa quella che discende dal&nbsp; proprio inadempimento (es. malfunzionamento della piattaforma o dei meccanismi di sicurezza come la crittografia delle comunicazioni) e la previsione di un limite risarcitorio (pari a 100 dollari);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">la <strong>disponibilit&agrave; del servizio<\/strong> con possibilit&agrave; di interruzioni dello stesso decise unilateralmente da WhatsApp senza motivo e senza preavviso;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">il diritto generico esercitabile da WhatsApp di <strong>risolvere il contratto<\/strong>\/recedere in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo e non consentire pi&ugrave; all&rsquo;utente l&rsquo;accesso\/utilizzo dei servizi, senza prevedere un analogo diritto per il consumatore;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">il diritto generico esercitabile da WhatsApp di introdurre <strong>modifiche contrattuali unilaterali<\/strong>, anche economiche, dei Termini di utilizzo senza che nel contratto vengano preventivamente indicate le motivazioni sulla base delle quali la societ&agrave; si vincola ad apportare le modifiche e senza neppure prevedere modalit&agrave; per informarne in maniera adeguata l&rsquo;utilizzatore, unitamente alla previsione del meccanismo di &ldquo;silenzio assenso&rdquo; che fa discendere l&rsquo;accettazione dei nuovi Termini anche solo dalla inconsapevole mera inerzia dell&rsquo;utente;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">l&rsquo;indicazione della legge dello Stato della California quale <strong>legge applicabile<\/strong> al contratto e alle controversie ed il Tribunale Federale degli Stati Uniti della California settentrionale o il Tribunale dello Stato della California, quale foro competente;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">un generico diritto esercitabile da WhatsApp di <strong>recedere dagli &ldquo;ordini<\/strong>&rdquo; e di non fornire rimborsi per i servizi offerti, senza precisare in modo chiaro il contesto in cui tali operazioni si esplicherebbero;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">la generale <strong>prevalenza<\/strong> del contratto scritto in <strong>lingua inglese<\/strong>, in caso di conflitto con la versione tradotta in lingua italiana (accettata dall&rsquo;utente), senza prevedere la prevalenza dell&rsquo;interpretazione pi&ugrave; favorevole al consumatore, a prescindere dalla lingua in cui la clausola &egrave; redatta.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\"><em>&nbsp;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">L&rsquo;AGCM ha intimato alla societ&agrave; WhatsApp Inc. di dare pubblicazione (per la durata di 20 giorni consecutivi) a sue spese e sul proprio sito (www.whatsapp.com, versione italiana) di un estratto del provvedimento, con adeguata evidenza grafica e in una posizione della pagina web che non richieda al consumatore di scorrerla, entro venti giorni dalla comunicazione dell&rsquo;adozione del provvedimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\">Inoltre, tutti gli utenti italiani registrati nell&rsquo;applicazione WhatsApp Messenger alla data di adozione del provvedimento riceveranno, con le stesse modalit&agrave; tecniche con cui WhatsApp ha comunicato l&rsquo;ultima modifica dei Termini di utilizzo, una notifica, in app, dell&rsquo;avvenuta pubblicazione dell&rsquo;estratto del provvedimento sulla home page del proprio sito web (www.whatsapp.com, versione italiana) contenente un link a tale pagina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\"><a href=\"http:\/\/www.agcm.it\/component\/joomdoc\/allegati-news\/PS10601_scorrsanz_omi.pdf\/download.html\" rel=\"noopener\">Testo Provvedimento PS10601<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\"><a href=\"http:\/\/www.agcm.it\/component\/joomdoc\/allegati-news\/CV154_vessestratto_omi.pdf\/download.html\" rel=\"noopener\">Testo Provvedimento CV154<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14pt;\"><a href=\"http:\/\/www.agcm.it\/component\/joomdoc\/allegati-news\/CV154_vessestratto_omi.pdf\/download.html\" rel=\"noopener\"><\/a><\/span>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&rsquo;Autorit&agrave; Garante della Concorrenza e del Mercato, in data 11 maggio 2017, ha concluso due istruttorie, avviate nel mese di ottobre 2016, &nbsp;per presunte violazioni del Codice del Consumo nei confronti di WhatsApp. Nel primo procedimento (PS 10601), l&rsquo;Autorit&agrave; 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