{"id":11480,"date":"2026-10-27T10:04:08","date_gmt":"2026-10-27T09:04:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/?p=11480"},"modified":"2026-10-23T13:09:55","modified_gmt":"2026-10-23T11:09:55","slug":"privacy-e-pubblicita-digitale-la-responsabilita-non-si-delega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/news\/privacy-e-pubblicita-digitale-la-responsabilita-non-si-delega\/","title":{"rendered":"Privacy e pubblicit\u00e0 digitale: la responsabilit\u00e0 non si delega"},"content":{"rendered":"<p>La tutela dei dati personali torna al centro del dibattito europeo. L&#8217;Autorit\u00e0 norvegese per la protezione dei dati (Datatilsynet) ha inflitto una sanzione di 92 milioni di corone norvegesi, pari a circa 8,6 milioni di euro, a Xandr, societ\u00e0 di advertising oggi parte del gruppo Microsoft, per aver trattato e condiviso dati personali sensibili in violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Si tratta della multa pi\u00f9 alta mai emessa nella storia dell&#8217;autorit\u00e0 norvegese per la tutela della privacy.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.datatilsynet.no\/en\/news\/news-2026\/microsoft-company-fined-nok-92-million-for-unlawfully-sharing-personal-data\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">decisione<\/a> arriva al termine di una lunga vicenda iniziata nel 2020 grazie alle indagini del Consiglio dei Consumatori norvegese (Forbrukerr\u00e5det), membro del BEUC, l&#8217;Organizzazione europea dei consumatori di cui Adiconsum fa parte. Le indagini avevano messo in luce i meccanismi opachi dell&#8217;ecosistema pubblicitario online e il modo in cui enormi quantit\u00e0 di dati personali vengono raccolte, condivise e sfruttate per finalit\u00e0 commerciali, senza che gli utenti ne siano realmente consapevoli.<\/p>\n<p><strong>Il caso Grindr e la condivisione dei dati sensibili<\/strong><\/p>\n<p>Al centro della vicenda vi \u00e8 l&#8217;app di incontri Grindr basata sulla geolocalizzazione e rivolta a persone gay, bisessuali, transgender e queer. Secondo quanto accertato dall&#8217;autorit\u00e0 norvegese, i dati degli utenti dell&#8217;app, compresi elementi dai quali era possibile desumere l&#8217;orientamento sessuale, venivano trasmessi attraverso la piattaforma pubblicitaria Xandr a potenzialmente migliaia di soggetti operanti nel mercato della pubblicit\u00e0 digitale.<\/p>\n<p>Il rapporto &#8220;<a href=\"https:\/\/www.forbrukerradet.no\/side\/complaints-against-grindr-and-five-third-party-companies\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Out of Control<\/a>&#8220;, pubblicato dal Forbrukerr\u00e5det nel 2020, aveva documentato come il sistema della pubblicit\u00e0 comportamentale consentisse la diffusione di informazioni personali a un numero enorme di intermediari pubblicitari, rendendo praticamente impossibile per gli utenti sapere chi stesse trattando i loro dati e per quali finalit\u00e0.<\/p>\n<p>La Datatilsynet ha stabilito che Xandr non poteva limitarsi a presumere che Grindr avesse ottenuto un consenso valido dagli utenti. Chi riceve e utilizza dati personali per finalit\u00e0 pubblicitarie ha infatti l&#8217;obbligo di verificare che tali dati siano stati raccolti nel rispetto della normativa. La responsabilit\u00e0, ha sottolineato l&#8217;autorit\u00e0, non pu\u00f2 essere trasferita ad altri operatori della filiera.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 questa decisione riguarda tutti i consumatori<\/strong><\/p>\n<p>Il caso mostra in modo emblematico come funziona il cosiddetto sistema di &#8220;real-time bidding&#8221;, l&#8217;asta pubblicitaria in tempo reale che alimenta gran parte della pubblicit\u00e0 online. Ogni volta che una persona apre un&#8217;app o visita un sito, informazioni sul suo profilo possono essere condivise con una moltitudine di aziende affinch\u00e9 queste competano per mostrare un annuncio personalizzato. Tutto ci\u00f2 avviene in pochi millisecondi e spesso in modo invisibile all&#8217;utente.<\/p>\n<p>Secondo le organizzazioni dei consumatori, questo modello economico permette la creazione di veri e propri &#8220;gemelli digitali&#8221; degli utenti, costruiti attraverso la raccolta continua di dati relativi a preferenze, abitudini di consumo, stato di salute, opinioni politiche e orientamento sessuale.<\/p>\n<p>La sanzione a Xandr rappresenta quindi un importante precedente: le aziende che basano la propria attivit\u00e0 sullo sfruttamento dei dati personali non possono sottrarsi alle proprie responsabilit\u00e0 sostenendo di fare affidamento sulle dichiarazioni di altri soggetti.<\/p>\n<p><strong>Un messaggio anche per il futuro delle regole europee<\/strong><\/p>\n<p>La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per la politica europea. Nel dibattito sul cosiddetto &#8220;<a href=\"https:\/\/digital-strategy.ec.europa.eu\/it\/library\/digital-omnibus-regulation-proposal\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Digital Omnibus<\/a>&#8220;, alcune proposte mirano a semplificare gli obblighi normativi per le imprese, incidendo anche su aspetti della disciplina relativa alla protezione dei dati personali.<\/p>\n<p>Il BEUC mette in guardia dai rischi di un indebolimento delle garanzie esistenti. In un recente studio, l&#8217;organizzazione sottolinea che una forte tutela della privacy non \u00e8 un ostacolo alla competitivit\u00e0 ma rappresenta un valore economico e un fattore di fiducia per consumatori e imprese. Tra le raccomandazioni figurano il mantenimento del consenso come base giuridica principale per il trattamento dei dati personali e il rafforzamento dei diritti degli utenti in materia di accesso, rettifica, portabilit\u00e0 e cancellazione dei dati.<\/p>\n<p><strong>Una vittoria per i consumatori europei<\/strong><\/p>\n<p>La multa inflitta a Xandr dimostra quanto siano essenziali non solo regole solide sulla protezione dei dati, ma anche autorit\u00e0 capaci di farle rispettare efficacemente. Il caso evidenzia i limiti di trasparenza dell&#8217;attuale ecosistema pubblicitario digitale e rafforza il principio secondo cui il consenso degli utenti deve essere reale, informato e verificabile.<\/p>\n<p>Un tema che si inserisce nel pi\u00f9 ampio dibattito sulla protezione dei dati personali nell\u2019ecosistema digitale riguarda anche le nuove <a href=\"https:\/\/www.garanteprivacy.it\/web\/guest\/home\/docweb\/-\/docweb-display\/docweb\/10241943\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Linee guida del Garante italiano per la protezione dei dati personali<\/a> sull\u2019utilizzo dei tracking pixel nelle comunicazioni di posta elettronica, adottate il 17 aprile 2026. Entro il 29 ottobre 2026, aziende, piattaforme e altri soggetti interessati dovranno adeguarsi alle indicazioni dell\u2019Autorit\u00e0 in materia di trasparenza, informativa agli utenti, acquisizione e revoca del consenso, nonch\u00e9 protezione dei dati fin dalla progettazione. Sebbene riguardino una tecnologia diversa da quella al centro del caso Xandr, le Linee guida richiamano un\u2019esigenza comune: garantire che la raccolta e l\u2019utilizzo dei dati personali attraverso strumenti digitali avvengano nel rispetto della normativa e senza che l\u2019interessato sia privato di un\u2019informazione adeguata e di un effettivo controllo sui propri dati.<\/p>\n<p>Per i consumatori europei si tratta di un importante passo avanti verso un ambiente digitale pi\u00f9 trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali, nel quale il controllo sui propri dati personali non resti soltanto un principio sulla carta, ma diventi una garanzia concreta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tutela dei dati personali torna al centro del dibattito europeo. L&#8217;Autorit\u00e0 norvegese per la protezione dei dati (Datatilsynet) ha inflitto una sanzione di 92 milioni di corone norvegesi, pari a circa 8,6 milioni di euro, a Xandr, societ\u00e0 di advertising oggi parte del gruppo Microsoft, per aver trattato e condiviso dati personali sensibili in violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":11481,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[377,352],"class_list":["post-11480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-privacy","tag-protezione-dei-dati-personali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11480"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11480\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11483,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11480\/revisions\/11483"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}