{"id":4857,"date":"2023-04-17T12:38:03","date_gmt":"2023-04-17T10:38:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/?p=4857"},"modified":"2023-05-24T19:01:51","modified_gmt":"2023-05-24T17:01:51","slug":"stop-greenwashing-la-commissione-europea-spinge-per-etichette-ambientali-piu-affidabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecc-netitalia.it\/it\/news\/stop-greenwashing-la-commissione-europea-spinge-per-etichette-ambientali-piu-affidabili\/","title":{"rendered":"Stop greenwashing: la Commissione europea spinge per etichette ambientali pi\u00f9 affidabili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quante volte \u00e8 capitato di leggere sull\u2019etichetta di un prodotto \u201crispettoso degli oceani\u201d o \u201cimballaggio in plastica riciclata\u201d? Ci possiamo davvero fidare di tali affermazioni? Per far fronte a ci\u00f2, il 22 marzo, la Commissione europea ha proposto alcuni criteri comuni contro il\u00a0<strong>greenwashing<\/strong>\u00a0e le\u00a0<strong>affermazioni ambientali ingannevoli<\/strong>\u00a0per garantire ai consumatori maggior chiarezza e una miglior qualit\u00e0 delle informazioni sui prodotti e servizi \u201c<strong>green<\/strong>\u201d di un\u2019azienda. \u00a0Ci\u00f2 significa che le imprese che scelgono di fare una \u201cdichiarazione verde\u201d sui loro prodotti dovranno rispettare norme minime su come formulare tali affermazioni e sul modo in cui decidono di comunicarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto, ricordiamo che con il termine \u201cgreenwashing\u201d si intende la tendenza a far credere che un marchio sia impegnato nella tutela ambientale molto pi\u00f9 di quanto non lo sia in realt\u00e0. Inoltre, con tale proposta la Commissione ha assicurato che anche le stesse\u00a0<strong>imprese<\/strong>\u00a0ne trarranno beneficio, in quanto quelle che si impegneranno per migliorare la sostenibilit\u00e0 ambientale dei loro prodotti verranno maggiormente premiate dai consumatori e, di conseguenza, incrementeranno le loro vendite. In questo modo, la proposta contribuisce a stabilire\u00a0<strong>condizioni di parit\u00e0<\/strong>\u00a0quando si tratta di prestazioni ambientali dei prodotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere meglio, la proposta \u00e8 nata dall\u2019<strong>assenza di norme comuni\u00a0<\/strong>per quelle imprese che rilasciano dichiarazioni green volontarie. A tal proposito, uno studio della Commissione del 2020 ha evidenziato che il 53,3% delle affermazioni ambientali esaminate nell&#8217;UE sono risultate vaghe, fuorvianti o infondate e il 40% non sono state comprovate. Di conseguenza, per i consumatori \u00e8 difficile dare un senso alle tante etichette green e la loro stessa fiducia su tali affermazioni \u00e8 chiaramente bassa. Per questo, grazie alla proposta di direttiva, i consumatori saranno maggiormente rassicurati sul fatto che quando qualcosa viene venduto come green, in realt\u00e0, \u00e8 effettivamente green.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, la proposta riguarda\u00a0<strong>affermazioni esplicite<\/strong>, come per esempio: \u201cT-shirt fatta di bottiglie di plastica riciclata\u201d e mira, inoltre, ad affrontare la proliferazione di etichette e di nuovi marchi ambientali pubblici e privati. Per di pi\u00f9,\u00a0<strong>copre<\/strong>\u00a0tutte le dichiarazioni volontarie circa l&#8217;impatto ambientale, gli aspetti o le prestazioni di un prodotto, servizio o il commerciante stesso. Tuttavia,<strong>\u00a0esclude<\/strong>\u00a0le affermazioni che sono coperte dalle norme UE esistenti, come il marchio\u00a0<a href=\"it\/news-e-pubblicazioni\/news\/1067-14-ottobre-celebriamo-il-world-ecolabel-day\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ecolabel UE<\/strong>\u00a0<\/a>o il logo degli alimenti biologici, perch\u00e9 le leggi attuali assicurano gi\u00e0 che queste indicazioni regolamentate siano affidabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta intende integrare la lista delle\u00a0<strong>pratiche commerciali ingannevoli\/scorrette<\/strong>\u00a0considerando tali le dichiarazioni ambientali non supportate da impegni chiari e specifici delle imprese e non monitorate da soggetti terzi e indipendenti cos\u00ec come pubblicizzare come vantaggi per i consumatori caratteristiche considerate pratica comune nel mercato rilevante o anche omettere di informare il consumatore circa l\u2019esistenza di una caratteristica introdotta nel bene o l\u2019utilizzo materiali di consumo, pezzi di ricambio o accessori non originali che ne limitano la durabilit\u00e0. Il venditore, inoltre, sar\u00e0 tenuto ad informare il consumatore, e prima che lo stesso proceda con l\u2019acquisto, sull\u2019indice di riparabilit\u00e0 del prodotto, sulla disponibilit\u00e0 dei pezzi di ricambio e, in caso di servizi digitali o beni con elementi digitali, sulla durata del periodo in cui verranno rilasciati gli aggiornamenti software.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, allora, prima che le aziende comunichino ai consumatori una qualsiasi indicazione green, le affermazioni dovranno essere\u00a0<strong>verificate<\/strong>\u00a0in modo indipendente e comprovate con prove scientifiche. Nell&#8217;ambito dell&#8217;analisi scientifica, le aziende individueranno gli impatti ambientali effettivamente rilevanti per il loro prodotto, oltre a identificare eventuali possibili compromessi, per dare un quadro completo e accurato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito alla procedura legislativa ordinaria, tale\u00a0<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:52022PC0143\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proposta<\/strong><\/a>\u00a0di direttiva sar\u00e0 sottoposta ora all&#8217;<strong>approvazione\u00a0<\/strong>del Parlamento europeo e del Consiglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante volte \u00e8 capitato di leggere sull\u2019etichetta di un prodotto \u201crispettoso degli oceani\u201d o \u201cimballaggio in plastica riciclata\u201d? Ci possiamo davvero fidare di tali affermazioni? 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