L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato la compagnia aerea Wizz Air Hungary Ltd per 500.000 euro per aver violato le norme del Codice del Consumo in materia di pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie. Nel promuovere il suo l’abbonamento annuale “Wizz All You Can Fly”, la compagnia avrebbe omesso informazioni essenziali sulle reali limitazioni dell’offerta. L’Antitrust ha inoltre rilevato la presenza di clausole contrattuali ritenute vessatorie, in grado di creare un significativo squilibrio a danno dei consumatori.
Wizz All You Can Fly: come funzionava l’abbonamento annuale “senza limiti”
L’abbonamento annuale “Wizz All You Can Fly”, lanciato da Wizz Air nell’agosto 2024, prometteva ai viaggiatori la possibilità di volare sulle rotte internazionali della compagnia a una tariffa fissa, pagando una quota annuale di 599 euro (499 euro nella fase iniziale) e 9,99 euro per ciascun volo prenotato. La prima campagna di sottoscrizione si è svolta tra agosto e settembre 2024, seguita da una seconda nel dicembre 2024; nell’aprile 2025 la compagnia ha inoltre inviato una comunicazione rivolta esclusivamente agli abbonati già attivi, con finalità informative.
Attraverso una sezione dedicata del sito, gli abbonati potevano acquistare i biglietti entro una specifica finestra temporale e indicare un aeroporto di preferenza, pur mantenendo la libertà di prenotare da qualsiasi scalo operato dal vettore.
Condotte contestata dall’Antitrust
L’istruttoria dell’AGCM ha evidenziato diverse omissioni e formulazioni poco chiare nella campagna promozionale di Wizz Air. I claim pubblicitari presentavano l’abbonamento come un servizio “senza limiti”, consentendo di prenotare voli internazionali a tariffa fissa fino a tre giorni dalla partenza, mentre in realtà l’acquisto era possibile solo nelle 72 ore precedenti il volo.
Non veniva specificato che la compagnia poteva limitare il numero di posti disponibili per gli abbonati, né che la tariffa inclusa era la Basic, che prevede soltanto un piccolo bagaglio a mano e, inizialmente, non consentiva l’aggiunta immediata di servizi accessori. La fee di 9,99 euro, presentata come importo fisso, poteva invece variare secondo le condizioni contrattuali.
L’Autorità ha inoltre rilevato che la policy sul no-show, non adeguatamente comunicata, poteva comportare la cessazione dell’abbonamento senza rimborso in caso di ripetute mancate presentazioni all’imbarco. Allo stesso modo, le condizioni generali attribuivano alla compagnia la possibilità di modificare o interrompere il servizio in qualsiasi momento, senza che questa circostanza fosse richiamata nei messaggi promozionali. Pur essendo disponibile una sezione FAQ con informazioni aggiuntive, i claim pubblicitari non vi rimandavano, contribuendo a un quadro informativo complessivamente incompleto e ingannevole per i viaggiatori.
In sintesi, l’Antitrust ha accertato che Wizz Air, promuovendo l’abbonamento come un’offerta senza limiti, ha omesso di fornire informazioni essenziali sulle finestre temporali di prenotazione, sul numero e sulla tipologia dei posti disponibili, sulla natura della tariffa, sulla fee applicabile, sulle conseguenze del no-show e sulla possibilità di interruzione del servizio, ponendo i consumatori in una posizione di forte svantaggio.
Inoltre, alcune clausole delle condizioni generali originarie sono state ritenute vessatorie. Tali clausole permettevano a Wizz Air di modificare o interrompere il servizio senza giustificato motivo e senza tutele adeguate per i consumatori. Questo limitava il diritto al rimborso pro quota (proporzionato al periodo di servizio non usufruito) e al recesso anche nel caso di sospensione o cessazione del servizio sull’aeroporto scelto come preferito dall’abbonato.
Attenzione agli abbonamenti online: come evitare trappole e spese indesiderate
Il caso dell’abbonamento “All You Can Fly” di Wizz Air dimostra come anche offerte presentate come “senza limiti” possano in realtà celare restrizioni significative e clausole poco trasparenti. Situazioni analoghe si riscontrano in molti altri servizi digitali – dallo streaming ai software, dalle riviste online ai programmi fitness – dove ogni anno migliaia di consumatori attivano inconsapevolmente abbonamenti che, dopo un periodo iniziale gratuito, diventano onerosi, oppure lasciano attivi rinnovi automatici di servizi poco utilizzati.
Per ridurre il rischio di addebiti indesiderati, è utile adottare alcune buone pratiche:
- leggere attentamente tutte le condizioni: anche le clausole meno evidenti possono contenere informazioni rilevanti su costi, scadenze e modalità di rinnovo. È fondamentale verificare anche il riquadro finale di conferma, che potrebbe riportare diciture come “abbonati a pagamento” o “attiva a pagamento” anziché “acquista”;
- controllare le modalità di disdetta: alcuni servizi consentono di annullare l’abbonamento in qualsiasi momento o solo alla fine del mese, altri prevedono regole più rigide. È quindi essenziale verificare con attenzione le condizioni di recesso;
- segnare le date di scadenza: utilizzare un calendario o un’app consente di monitorare la fine del periodo di prova o il rinnovo dell’abbonamento;
- disdire immediatamente, se consentito: se previsto dal servizio, l’annullamento subito dopo l’attivazione del periodo di prova permette di evitare addebiti inattesi, mantenendo comunque l’accesso per tutta la durata del periodo gratuito;
- prestare attenzione agli avvisi di rinnovo: l’art. 65-bis del Codice del consumo impone ai fornitori di informare il consumatore almeno 30 giorni prima di un rinnovo automatico. Se tale comunicazione non viene fornita, è possibile recedere senza costi fino alla successiva scadenza.


