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2 Ottobre 2025

Intelligenza Artificiale: l’Italia approva la prima legge nazionale

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Il 17 settembre è stata approvata in via definitiva la legge nazionale sull’intelligenza artificiale n. 132/2025, che introduce per la prima volta in Italia un quadro normativo dedicato a questa tecnologia. La nuova legge mira a stabilire regole chiare in un settore in rapida trasformazione, con l’obiettivo di favorire un’innovazione responsabile e assicurare che lo sviluppo dell’IA resti sempre al servizio delle persone.

Principi della legge

La legge entrerà in vigore il 10 ottobre e si articola in 28 articoli che definiscono i “principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e modelli di intelligenza artificiale”. Il nuovo quadro normativo si colloca in continuità con il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) e con l’Artificial Intelligence Act (AI Act), assicurando coerenza tra la disciplina nazionale e quella dell’UE.

Proprio il 13 marzo scorso, infatti, il Parlamento europeo aveva approvato l’AI Act, la prima normativa organica al mondo dedicata all’IA, con l’obiettivo di tutelare i diritti fondamentali e la sicurezza dei cittadini europei, favorire l’innovazione e rafforzare il ruolo di leadership dell’UE in questo settore strategico. Un passaggio storico che segna un primato europeo nel governo delle tecnologie emergenti.

La legge si fonda su principi di utilizzo antropocentrico, ossia centrato sull’essere umano, trasparente e sicuro dell’IA, con particolare attenzione a innovazione, cybersicurezza, accessibilità e tutela della privacy. Interviene in maniera organica in diversi settori che possono trarre beneficio da questa tecnologia – dalla sanità al lavoro, dalla pubblica amministrazione alla giustizia, fino alla formazione e allo sport – introducendo garanzie di tracciabilità, responsabilità umana e confermando il ruolo centrale della persona fisica nelle decisioni finali.

Un’altra novità riguarda la governance, cioè il sistema di regole e responsabilità che disciplina come viene gestito e controllato l’uso dell’intelligenza artificiale in Italia. La legge affida questo compito a due agenzie pubbliche nazionali.

Da un lato c’è l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), l’ente che tutela la sicurezza informatica del Paese e che, in questo contesto, avrà il compito di vigilare – anche attraverso ispezioni – sull’affidabilità e sulla protezione dei sistemi di IA. Dall’altro lato troviamo l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che coordina le politiche digitali della Pubblica Amministrazione e che qui sarà responsabile della gestione delle notifiche obbligatorie da parte di enti e imprese, oltre a promuovere l’adozione di soluzioni di IA sicure per cittadini e aziende. Le due Agenzie lavoreranno insieme, garantendo un sistema di controllo stabile e coordinato.

Settori di applicazione

La nuova legge sull’intelligenza artificiale interviene in diversi ambiti, con l’obiettivo comune di garantire un uso sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti delle persone.

  • Lavoro e professioni intellettuali

Viene istituito un osservatorio presso il Ministero del Lavoro per monitorare l’impiego dell’IA, prevenire abusi e impedire discriminazioni o violazioni della dignità umana. Particolare attenzione è riservata alla selezione del personale: l’IA potrà essere utilizzata solo garantendo una corretta informazione ai lavoratori e trasparenza in tutte le fasi del processo decisionale. In altre parole, le aziende che impiegano l’IA per valutare candidature o la produttività dei dipendenti dovranno comunicare chiaramente come saranno utilizzati i sistemi automatizzati.

Le norme si applicano anche alle professioni intellettuali, dove l’uso dell’IA è consentito solo se accompagnato da un intervento umano di revisione. Ad esempio, non sarà possibile affidare a un’IA la stesura completa di un documento professionale: se parti del testo sono state generate con il supporto dell’IA, il destinatario finale dovrà esserne informato.

  • Sanità e ricerca scientifica

La legge stabilisce che l’IA non potrà limitare l’accesso alle cure né sostituire il giudizio del personale medico. In ambito di ricerca scientifica, l’intelligenza artificiale potrà essere utilizzata come supporto, sempre sotto supervisione umana. Inoltre, l’impiego di dati personali per attività di ricerca senza scopo di lucro sarà consentito solo previa approvazione di un comitato etico, notificato al Garante per la protezione dei dati personali.

  • Giustizia

La legge vieta l’uso dell’IA per redigere sentenze, valutare prove o determinare pene, riservando alle persone fisiche la responsabilità ultima delle decisioni giudiziarie. L’impiego di sistemi automatizzati è ammesso nei procedimenti amministrativi, ma non può sostituire il controllo umano e tutti i soggetti coinvolti devono essere informati dell’utilizzo della tecnologia.

  • Deepfake e contenuti generati artificialmente

La legge introduce l’obbligo di etichettatura per i contenuti generati artificialmente, noti come deepfake. Si tratta, ad esempio, di video in cui il volto di una celebrità viene sostituito con quello di un’altra persona in modo incredibilmente realistico: un deepfake è infatti un contenuto in cui i dati biometrici di una persona vengono sovrapposti a quelli di un’altra. La diffusione di immagini o video manipolati con l’intento di ingannare può comportare una pena detentiva da uno a cinque anni, con misure particolarmente stringenti per la tutela dei minori e la protezione dei loro dati personali.

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