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19 Giugno 2020

No al voucher obbligatorio per cancellazioni di voli successive al 3 giugno: l’ENAC richiama i vettori al rispetto della normativa europea

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

ENAC

ENACUn altro tassello si aggiunge al composito mosaico di orientamenti sulla ormai celebre dicotomia voucher/rimborso; sebbene la normativa europea, contenuta nel regolamento CE 261/2004, sia chiara nell’affermare che in caso di cancellazione la compagnia sia obbligata ad erogare un rimborso in denaro, la legge nazionale 27/2020, in vigore dal 30 aprile, ha invece previsto che tale obbligo possa essere assolto tramite voucher se la cancellazione è determinata dall’emergenza Coronavirus. Tale condizione, piuttosto generica, ha consentito a numerosissime compagnie di proporre il voucher per cancellazioni di voli programmati in estate, o addirittura in autunno, generando molte perplessità sull’effettivo nesso tra la cancellazione stessa e la pandemia in corso. “Come faccio a sapere se effettivamente il mio volo per Parigi per fine luglio è stato cancellato a causa del Covid? Dovrò fare causa alla compagnia per costringerla a dimostrare che la cancellazione del volo di settembre è legata alla pandemia?”, domandano molti viaggiatori delusi che si rivolgono al Centro Europeo Consumatori Italia in cerca di certezze; l’Italia, contrariamente a quanto auspicato, non ha risposto all’invito formale  rivolto dalla Commissione Europea ad uniformarsi al regolamento 261/2004, ma una nuova voce, che si unisce al coro di Commissione  e Antitrust, è emersa a favore dei passeggeri.

L’ENAC, ente nazionale per l’aviazione civile, in un recente comunicato stampa ha invitato le compagnie aeree operanti in Italia a rispettare la normativa europea e rimborsare i passeggeri, per le cancellazioni successive al 3 giugno, con la restituzione in denaro di quanto corrisposto dagli stessi: “infatti”, si legge nel comunicato, “dato che a partire dal 3 giugno u.s. sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all’interno del territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni operate da tale data non sembrano possano essere ricondotte, salvo casi specifici, a cause determinate dal Covid-19 (come da art. 88 bis della L. 24 aprile 2020, n. 27), ma a scelte imprenditoriali”. Ferma restando la facoltà dei vettori di cancellare i propri voli, troverà applicazione il regolamento CE 261/04, con correlativo obbligo di corrispondere la compensazione, indennizzo ulteriore rispetto al rimborso, se ne ricorrono i presupposti.

L’Enac conclude infine annunciando l’avvio di procedimenti sanzionatori nei confronti delle compagnie non osservanti la normativa a tutela dei diritti dei passeggeri.

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