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27 Marzo 2019

Viagogo ancora sotto attacco: anche i parlamentari UK esortano a non acquistare biglietti sul noto portale di secondary ticketing

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

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iStock 504304638Non c’è tregua per Viagogo: dopo i procedimenti delle autorità Antitrust (italiana e britannica), l’esito sfavorevole del ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, svariate diffide (basti pensare a quella inviata dalla SIAE o da artisti del calibro di Ed Sheeran), stavolta è il parlamento inglese a pronunciarsi, nello specifico, la Digital, Culture, Media and Sport (DCSM) Commettee, esortando i consumatori intenzionati a partecipare ad eventi musicali, a non acquistare i biglietti tramite Viagogo, almeno fino a quando non si registrerà un adeguamento delle condizioni di vendita alla normativa (qui è possibile leggere la notizia).

Il portale offre la possibilità di acquistare e cedere biglietti originariamente venduti da organizzatori ufficiali di concerti; tali operazioni tuttavia, sono state realizzate con reiterate violazioni della normativa a tutela dei consumatori, comportando spesso uno sproporzionato innalzamento dei prezzi, poca trasparenza e scarsa informazione. Il danno inoltre, non consiste solo nel comportare esborsi elevatissimi, talvolta disconosciuti e banditi dagli stessi artisti; a ciò si è aggiunta anche la beffa, per alcuni malcapitati acquirenti, di essere respinti all’ingresso dell’evento, poiché in possesso di biglietti fasulli e di non poter recuperare del tutto, o in maniera agevole, le somme versate. Viagogo, tramite un suo portavoce, si dichiara tristemente amareggiata; afferma infatti che nell’1% annuo delle transazioni nelle quali i clienti riscontrano problemi, la maggior parte degli inconvenienti è attribuibile alle ingiuste e potenzialmente illegittime restrizioni imposte dagli organizzatori dell’evento, i quali non gradirebbero che i consumatori preferiscano acquistare i biglietti tramite canali alternativi a quelli ufficiali. La Commissione parlamentare inglese ha inoltre puntato il dito contro Google, poiché il motore di ricerca, consentirebbe a Viagogo di apparire in cima alla lista nei risultati di ricerca relativi a biglietti di concerti, ancor prima dei siti web dei rivenditori ufficiali.

In attesa di una risposta da Google, Viagogo assicura di essersi attenuta a quando disposto dall’Antitrust britannica e di continuare a collaborare costruttivamente con l’autorità per apportare ulteriori modifiche ed assicurare, definitivamente, una maggiore trasparenza per acquirenti e rivenditori.

 

 

 

 

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