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9 Aprile 2026

Sconti online irregolari durante Black Friday e Cyber Monday: l’indagine della Commissione e della rete CPC

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Sconti online

Il 26 marzo la Commissione europea, insieme alle autorità nazionali preposte alla tutela dei consumatori di 23 Stati membri, nonché di Islanda e Norvegia, ha pubblicato i risultati di un’indagine a tappeto (“sweep”) sugli sconti online applicati durante il Black Friday e il Cyber Monday. L’obiettivo dell’indagine era verificare se gli sconti e le pratiche di prezzo adottate in occasione di questi importanti eventi commerciali fossero conformi alla normativa dell’UE in materia di tutela dei consumatori.

I risultati dell’indagine

Gli “sweep” sono indagini coordinate dalla Commissione europea e condotte simultaneamente dalle autorità nazionali responsabili dell’applicazione della normativa, riunite nella rete Consumer Protection Cooperation (CPC), che collaborano per contrastare le violazioni dei diritti dei consumatori nel mercato unico.

Nel corso di questa attività, le autorità hanno esaminato 314 operatori commerciali online, rilevando che il 30% di essi indicava gli sconti in modo errato durante tali vendite. Dall’analisi sono emerse diverse pratiche commerciali potenzialmente scorrette o poco trasparenti, in grado di incidere sulle scelte dei consumatori durante l’acquisto online. In particolare:

  • il 36% dei professionisti ha tentato di aggiungere automaticamente articoli opzionali al carrello. In quattro casi su dieci, questa operazione è avvenuta senza una richiesta di consenso chiara ed esplicita da parte del consumatore, compromettendo così la libertà di scelta;
  • il 34% ha proposto confronti di prezzo, ma nel 60% dei casi non veniva spiegato in modo trasparente quale fosse il prezzo di riferimento utilizzato, rendendo difficile per il consumatore valutare la reale convenienza dell’offerta;
  • il 18% ha fatto ricorso a tecniche di vendita basate sulla pressione (note anche come pressure selling), come messaggi che segnalano una presunta scarsità del prodotto (“ultimi pezzi disponibili”) o l’utilizzo di countdown temporali. La rete CPC ha rilevato che oltre la metà di queste pratiche risultava fuorviante: ad esempio, quando la disponibilità limitata del prodotto non è reale ma artificiosamente creata per spingere all’acquisto immediato;
  • il 10% ha utilizzato il cosiddetto “drip pricing”, una strategia che consiste nel mostrare inizialmente un prezzo apparentemente vantaggioso, al quale vengono poi aggiunti costi ulteriori nel corso del processo di acquisto — come spese di spedizione, commissioni di servizio o altri supplementi — rendendo il prezzo finale più elevato rispetto a quello inizialmente percepito dal consumatore.

Come l’UE tutela i consumatori

Le pratiche rilevate dall’indagine – come aggiungere prodotti senza il consenso del consumatore, presentare i prezzi in modo ingannevole, dichiarare falsamente che un prodotto sta per esaurirsi o nascondere costi aggiuntivi fino alle fasi finali dell’acquisto – sono non conformi alla normativa europea in materia di tutela dei consumatori.

In questo ambito, gli obblighi a carico dei professionisti sono definiti dalla Direttiva (UE) 2019/2161 (cosiddetta Direttiva Omnibus), che rafforza le regole sull’indicazione dei prezzi. La normativa prevede che per tutti i prodotti siano chiaramente indicati sia il prezzo di vendita sia il prezzo per unità di misura (prezzo unitario), così da consentire ai consumatori un confronto immediato e consapevole tra le diverse offerte. Il prezzo deve essere sempre inequivocabile, facilmente individuabile e chiaramente leggibile. Inoltre, quando viene annunciato uno sconto, il prezzo di riferimento deve corrispondere al prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti.

Le modalità di presentazione delle promozioni sono ulteriormente disciplinate dalla direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali, che vieta ogni forma di comunicazione ingannevole o aggressiva.

Eventi commerciali come il Black Friday e il Cyber Monday rappresentano importanti opportunità sia per le imprese sia per i consumatori. Tuttavia, la convenienza non può mai giustificare il mancato rispetto delle regole: i consumatori hanno diritto a un trattamento equo e trasparente, indipendentemente dal canale di acquisto.

La fiducia è essenziale sia per i consumatori sia per le imprese. Sconti ingannevoli e false ‘promozioni’ minano tale fiducia”, ha dichiarato Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori. “Le norme dell’UE garantiscono un equilibrio tra gli interessi delle imprese e quelli dei consumatori, assicurando un mercato equo, trasparente e competitivo. Questo controllo ci offre una visione chiara della situazione e ci aiuta a individuare dove intervenire ulteriormente.”

A seguito dell’indagine, le autorità nazionali competenti potranno adottare misure nei confronti delle imprese che non rispettano la normativa. Allo stesso tempo, soprattutto durante grandi eventi commerciali caratterizzati da offerte particolarmente allettanti, è fondamentale mantenere alta l’attenzione. Sconti apparentemente imperdibili possono infatti nascondere insidie: cybercriminali, pratiche commerciali scorrette e piattaforme poco trasparenti possono sfruttare la spinta all’acquisto per trarre in inganno i consumatori.

Per questo è importante essere consapevoli di alcuni meccanismi sempre più diffusi, come i dark patterns, ossia interfacce progettate per orientare le scelte dell’utente, il dynamic pricing, ovvero prezzi che variano in base al profilo o al comportamento dell’utente o altre strategie che possono incidere sulla trasparenza dell’offerta. Seguire alcuni semplici accorgimenti può fare la differenza: informarsi, confrontare i prezzi e prestare attenzione alle condizioni di vendita consente di evitare brutte sorprese e fare in modo che gli acquisti siano davvero convenienti e sicuri.

 

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