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8 Luglio 2026

Nuove regole UE per gli acquisti online extra UE: dazio di 3 euro e cosa devono sapere i consumatori

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

acquisti online extra UE

Dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore nuove regole per la vendita a distanza di merci importate, come gli acquisti online presso fornitori stabiliti in Paesi extra UE. Il Regolamento (UE) 2026/382 ha infatti eliminato la franchigia doganale che esentava dai dazi le spedizioni di modico valore, ossia quelle di importo non superiore a 150 euro. Al suo posto è stato introdotto un regime transitorio che prevede l’applicazione di un dazio doganale forfettario di 3 euro per articolo sulle spedizioni fino a 150 euro provenienti da Paesi extra UE.

La misura resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrerà pienamente a regime il nuovo sistema doganale digitale dell’UE e torneranno ad applicarsi i dazi ordinari, calcolati in base alla tipologia di merce.

Perché sono necessarie le nuove norme

La novità ha suscitato grande attenzione, ma anche confusione, alimentata dall’idea di una presunta “tassa da 3 euro sui pacchi” a carico diretto dei consumatori. In realtà, la misura si inserisce nella più ampia riforma doganale dell’UE, il cui obiettivo non è aumentare il costo degli acquisti online, ma rendere il sistema più efficiente, sicuro ed equo.

Negli ultimi anni il commercio elettronico è cresciuto in modo significativo, con milioni di piccoli pacchi che ogni giorno entrano nell’UE da Paesi terzi, soprattutto tramite grandi piattaforme di e-commerce. Il regime di esenzione dai dazi per le spedizioni di modico valore, nato per semplificare le procedure doganali, è stato progressivamente messo sotto pressione dall’aumento dei volumi.

Secondo le istituzioni europee, il sistema non riflette più la realtà del mercato: nel 2025 sono stati importati circa 5,9 miliardi di articoli di basso valore senza il pagamento di dazi, con effetti sui controlli, possibili sottovalutazioni delle merci e condizioni di concorrenza non sempre equilibrate tra operatori UE ed extra UE. La digitalizzazione delle procedure doganali consente oggi una gestione più efficace dei flussi, rendendo meno giustificata l’esenzione generalizzata e rafforzando l’obiettivo di garantire prodotti conformi agli standard europei di sicurezza, qualità e sostenibilità.

In questo contesto si inserisce il dazio forfettario di 3 euro per articolo sulle spedizioni fino a 150 euro provenienti da Paesi extra UE, che contribuisce a ristabilire condizioni di concorrenza più eque e un trattamento doganale coerente per tutte le importazioni. Per migliorare i controlli, dal 1° novembre 2026 diventerà inoltre obbligatoria l’indicazione degli identificatori di prodotto (PID), inseribili volontariamente già dal 1° luglio 2026, così da facilitare l’individuazione dei prodotti non sicuri o non conformi.

Accanto alla riforma europea, l’Italia ha introdotto con la legge di bilancio 2026 un contributo amministrativo di 2 euro per le spedizioni da Paesi extra UE di valore fino a 150 euro, destinato a coprire i costi di sdoganamento. L’entrata in vigore, inizialmente prevista per il 1° luglio 2026, è stata rinviata al 1° ottobre 2026 per evitare la sovrapposizione con il dazio europeo. Si tratta di due misure distinte: il dazio europeo ha natura di politica doganale e mira a rafforzare controlli e concorrenza, mentre il contributo italiano è di natura amministrativa e finanzia le attività operative legate allo sdoganamento.

Cosa cambia per i consumatori

Il nuovo dazio è collegato all’importazione delle merci, ma non implica necessariamente che il consumatore debba pagare 3 euro al momento della consegna. Come evidenziato anche dal BEUC – l’Organizzazione europea dei consumatori –, nelle vendite a distanza l’importatore è di norma il marketplace, il venditore o il suo rappresentante doganale. Saranno quindi questi soggetti responsabili dell’assolvimento degli obblighi doganali, salvo il caso in cui decidano di trasferire il costo nel prezzo finale del prodotto. Di conseguenza, il consumatore potrebbe registrare un aumento del prezzo di acquisto, ma non dovrebbe ricevere automaticamente una richiesta di pagamento separata alla consegna.

Questa impostazione riflette un cambiamento nella gestione della filiera dell’importazione più che l’introduzione di un onere diretto a carico dei cittadini. In linea con il principio europeo di trasparenza dei prezzi, il consumatore deve essere informato prima dell’acquisto del costo totale, comprensivo di eventuali oneri aggiuntivi: in assenza di tali informazioni, eventuali richieste di pagamento alla consegna possono essere contestate perché non conformi alla normativa UE.

Il dazio di 3 euro si applica per ciascuna categoria merceologica (voce tariffaria) contenuta nella spedizione: un pacco con più articoli della stessa categoria sconta un solo dazio, mentre prodotti appartenenti a categorie diverse possono comportare più contributi. Nella pratica, gli acquisti su piattaforme extra UE potrebbero risultare leggermente più costosi, poiché il costo del dazio può essere incorporato nel prezzo finale o nelle spese di spedizione. La misura non introduce quindi una nuova imposta per i consumatori, ma sostituisce un’esenzione ormai superata che generava distorsioni della concorrenza.

Restano invariati i diritti dei consumatori: informazione chiara sul prezzo, tutela contro pratiche commerciali scorrette, diritto di recesso e garanzia legale. Tali diritti si applicano anche quando il venditore è stabilito in un Paese terzo, sebbene il loro esercizio possa risultare più complesso in assenza di una sede nell’Unione europea. Prima di effettuare un acquisto online è quindi opportuno verificare la sede del venditore e accertarsi se il prezzo indicato includa già i costi di importazione o se possano essere richiesti importi aggiuntivi alla consegna. Per informazioni dettagliate è possibile consultare le linee guida e le FAQ della Commissione europea.

Il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia, aderendo all’iniziativa del BEUC – l’Organizzazione europea dei consumatori, promuove una raccolta di testimonianze per monitorare gli effetti delle nuove regole sulle importazioni da Paesi extra UE. Se hai ricevuto un addebito inatteso su un acquisto effettuato tramite piattaforme come Temu, Shein, AliExpress o altri marketplace extraeuropei, puoi condividere la tua esperienza compilando il breve questionario disponibile dalla home page del nostro sito. Il questionario è accessibile:

in italiano: https://ecc-netitalia.it/it/hai-acquistato-online-da-marketplace-extra-ue-raccontaci-la-tua-esperienza/

in inglese: https://ecc-netitalia.it/en/have-you-recently-shopped-on-non-eu-online-marketplaces/  

Le testimonianze raccolte contribuiranno a fornire un quadro più chiaro dell’impatto delle nuove regole sulle importazioni e rafforzeranno le attività di tutela e di rappresentanza dei consumatori portate avanti a livello europeo.

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