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Diritto di recesso

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Il diritto di recesso è riconosciuto dalla Direttiva 2011/83/UE e recepito in Italia nel Codice del Consumo (artt. 52-59), con l’obiettivo di favorire gli scambi commerciali tra gli Stati membri dell’UE e di migliorare la tutela dei consumatori, in particolare negli acquisti online. Questo diritto consente al consumatore di restituire il bene acquistato e ottenere il rimborso del prezzo pagato, senza dover fornire una giustificazione né pagare alcuna penale. Tale diritto si applica ai contratti stipulati a distanza, al di fuori dei locali commerciali, come gli acquisti online, ma non agli acquisti effettuati direttamente in negozio, salvo che la politica dell’esercizio commerciale non disponga diversamente.

Il venditore è tenuto a informare il consumatore sull’esistenza del diritto di recesso e sulle condizioni, i termini e procedure per esercitarlo prima che il consumatore si vincoli con un contratto di acquisto. Tale diritto può essere esercitato entro 14 giorni dalla consegna, nel caso di acquisto di prodotti, o dalla conclusione del contratto, nel caso di servizi. Nel caso di un unico acquisto di beni multipli, il periodo di 14 giorni decorre dal giorno della consegna dell’ultimo bene. Se il venditore non fornisce le informazioni relative al diritto di recesso, il termine per esercitarlo si estende a 12 mesi. Tuttavia, qualora il consumatore riceva tali informazioni entro il periodo dei suddetti 12 mesi, il diritto di recesso potrà essere esercitato entro i 14 giorni successivi alla data di ricezione delle informazioni.

Nel caso di vendite a domicilio o durante escursioni promozionali, il periodo di recesso è esteso a 30 giorni. Inoltre, è obbligo del venditore informare il consumatore di eventuali costi di restituzione del bene. Qualora tale informazione venga omessa, il consumatore non è tenuto al pagamento di tali spese.

Il diritto di recesso è, tuttavia, escluso nel caso in cui il contratto, seppur negoziato fuori dei locali commerciali, prevede un prezzo pari o inferiore ai 50 euro.

Relativamente ai contratti di fornitura di contenuti digitali che non vengono forniti su un supporto materiale, il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni dalla conclusione del contratto. Tuttavia, se il download o lo streaming sono già iniziati, l’acquisto non può più essere annullato. Il venditore deve, però, aver ottenuto preventivamente il consenso esplicito del consumatore al download o streaming immediati e l’espressa rinuncia al diritto di recesso. In mancanza di tali condizioni, il diritto di recesso rimane valido.

Il consumatore può inviare al venditore sia l’apposito modulo, generalmente messo a disposizione dal venditore stesso, anche in formato elettronico sul proprio sito, sia una semplice comunicazione con cui dichiara in maniera inequivocabile di voler recedere dal contratto, senza dover fornire spiegazioni e senza l’obbligo di pagare alcunché, salvo le spese di restituzione del bene, se contrattualmente previsto. È consigliabile, tuttavia, utilizzare un canale di comunicazione che consenta di provare la data dell’invio della comunicazione di recesso.

È importante ricordare che, in caso di contestazione, spetta al consumatore dimostrare di aver esercitato il diritto di recesso entro i termini di legge. Se il recesso viene comunicato attraverso un formato elettronico, il venditore è obbligato a confermare la ricezione della comunicazione. Il venditore deve rimborsare il consumatore entro 14 giorni dalla ricezione della comunicazione di recesso, ma può trattenere le somme fino alla restituzione della merce o fino a quando il consumatore non abbia fornito prova della riconsegna del prodotto.

Il prodotto deve essere restituito integro entro 14 giorni dalla data in cui è stato comunicato il recesso. Qualora il prodotto sia stato manipolato per verificarne le caratteristiche e il funzionamento, tale attività non deve comprometterne il valore, altrimenti il consumatore potrebbe incorrere in una riduzione dell’importo del rimborso.

Le spese di spedizione per il reso, di norma, sono a carico del consumatore, salvo diversa indicazione del venditore. Alcuni negozi offrono la spedizione gratuita per il reso su base volontaria, quindi è sempre consigliabile verificare attentamente la politica di reso specifica del venditore.

Le caratteristiche di alcuni prodotti e servizi ostano all’esercizio del diritto di recesso. In particolare tale diritto non è per legge applicabile per:

  • Prodotti personalizzati o realizzati su misura;
  • Prodotti per la salute o l’igiene non sigillati: per ragioni di salute e sicurezza, una volta aperti, questi prodotti non possono essere restituiti;
  • Contenuti digitali non forniti su un supporto materiale o il cui sigillo sia stato rimosso;
  • Prodotti deperibili;
  • Servizi di riparazioni e manutenzione urgenti richiesti dal consumatore presso il proprio domicilio;
  • Biglietti per eventi e prenotazioni: i servizi vincolati a una data specifica, come viaggi, biglietti, prenotazioni alberghiere o noleggi di auto, sono esclusi dal diritto di recesso.

Se il venditore, pur essendone legittimato, contesta il tuo diritto al recesso, e il reclamo scritto, all’uopo formulato nei confronti del venditore direttamente non è risolutivo è possibile contattare il Centro Europeo Consumatori del proprio Paese per ricevere assistenza: il centro fornirà informazioni sui diritti spettanti nel caso concreto e ti guiderà per affermarli contattando il venditore interessato, informandoti sugli organismi di risoluzione alternativa delle controversie disponibili, sulle autorità da contattare e su eventuali ulteriori meccanismi di risoluzione stragiudiziali e giudiziali. I contatti sono disponibili sul sito della Rete ECC-Net.

Ai sensi della normativa vigente sulla garanzia legale (artt. 128 -135-septies del Codice del Consumo), il consumatore ha diritto a ricevere un bene conforme al contratto, ovvero un bene che soddisfi determinati requisiti soggettivi ed oggettivi fissati dalla legge rispetto ai quali ai quali vige la garanzia di 24 mesi dalla data di consegna che può essere ridotta a 12 mesi nel caso di acquisto di beni usati.

In caso di difformità delle caratteristiche e prestazioni rispetto alle informazioni ricevute, in caso di un difetto di funzionamento o guasto del bene, in caso di mancata fornitura degli aggiornamenti contrattualmente previsti, si ha diritto alla RIPARAZIONESOSTITUZIONE (a scelta del consumatore) e, qualora ciò sia impossibile, eccessivamente oneroso o il venditore non vi provveda, anche alla RESTITUZIONE DEL PREZZO pagato o alla RIDUZIONE per difetti di lieve entità.

La legge pone a carico del solo venditore l’obbligo di esperire i rimedi atti al ripristino della conformità del bene risultato difettoso; questo vuol dire che possiamo rivolgerci al negozio o al sito web da cui abbiamo acquistato il bene e pretendere che il venditore si occupi con la massima solerzia del nostro problema.

È necessario, invero, tener distinta dalla garanzia legale la garanzia “convenzionale” che può essere offerta dal produttore, dal venditore stesso o da un terzo (compagnia di assicurazione per esempio) e che non sostituisce ma si somma a quella che per legge deve essere prestata dal venditore. Ignoriamo, dunque, i cartelli che recitano: “il prodotto si sostituisce solamente entro XXX giorni dall’acquisto, dopo ci si deve rivolgere ai centri di assistenza della casa produttrice” e contestiamo l’assunto del venditore che è necessario rivolgersi al produttore: è il venditore che deve riprendere a proprie spese il bene in restituzione e attivarsi, salvo poi rivalersi sul soggetto responsabile del difetto.

È di fondamentale importanza richiedere e conservare lo scontrino fiscale o documento equivalente che attesta luogo e data di acquisto in quanto spetta al consumatore dimostrare che l’acquisto è stato effettuato presso quello specifico negozio, online o fisico, e che non sono ancora trascorsi 24 mesi dalla consegna. Tuttavia, è utile spedire altresì il tagliando di garanzia o, comunque, effettuare tutti quegli adempimenti richiesti per attivare la garanzia convenzionale, se prevista per beneficiare eventualmente di tutele superiori rispetto a quelle previste per legge come, ad esempio, una durata maggiore o la copertura di danni accidentali o guasti dovuti all’ usura.

La nuove disciplina sulla garanzia legale di conformità si applica anche ai beni con elementi digitali ovvero “beni mobili materiali che incorporano, o sono interconnessi con, un contenuto digitale o un servizio digitale in modo tale che la mancanza di detto contenuto digitale o servizio digitale impedirebbe lo svolgimento delle funzioni proprie del bene”. Si tratta pertanto di beni rientranti nel più ampio ambito dell’Internet of things (IOT), materiali che sono tuttavia connessi alla rete e con essa scambiano informazioni.  Il venditore è responsabile di ogni difetto di conformità del contenuto o servizio digitale che si verifica o manifesta entro 24 mesi dalla consegna o per un periodo più lungo nel caso in cui la fornitura è contrattualmente previsto per più di due anni. Il venditore non sarà responsabile del difetto che si manifesti a causa della mancata installazione dell’aggiornamento a condizione che lo stesso abbia informato il consumatore della disponibilità dell’aggiornamento, delle conseguenza in caso di mancata installazione ed abbia fornito adeguate istruzioni per l’installazione.  

Come provare l’esistenza del difetto di conformità?

L’indicazione di caratteristiche e requisiti atti ad identificare la conformità del bene al contratto di vendita di fatto facilita il consumatore nel rilevare eventuali difetti come:

  • il possesso delle caratteristiche e delle funzionalità previste contrattualmente
  • la fornitura degli accessori, delle istruzioni per l’installazione e la disponibilità degli aggiornamenti
  • l’oggettiva inidoneità del bene al normale uso, garantito da altri beni dello stesso tipo
  • la mancanza di qualità e prestazioni abituali, in relazione a beni dello stesso tipo
  • l’errata installazione se effettuata sotto la responsabilità del venditore o dipende da istruzioni carenti
  • una particolare condotta tenuta dal venditore nei confronti del consumatore prima della vendita (promesse e dichiarazioni verbali tese a convincere l’acquirente)
  • le ragionevoli aspettative che il compratore abbia portato a conoscenza del venditore al momento dell’acquisto (in relazione all’idoneità del bene all’uso particolare indicato come esigenza dal consumatore)
  • le qualità del bene presentato come campione e come modello parte integrante del contratto di vendita (questo si applica anche per le vendite a distanza).

Va precisato, infine, che se il difetto si verifica o manifesta entro il primo anno d’acquisto, si presume che il bene fosse non conforme sin dal momento della consegna salvo che la natura del bene o del difetto escluda tale presunzione. Ne consegue che il venditore che voglia esimersi dall’obbligo al ripristino della conformità attraverso i rimedi previsti dovrà fornire prova del contrario ovvero che il bene era conforme o che il difetto in realtà è conseguenza dell’uso non corretto del bene.

 

È buona regola munirsi sempre di un valido documento di riconoscimento: sebbene il trattato di Schengen abbia abolito i controlli alle frontiere nella maggior parte degli Stati Europei (restano esclusi Bulgaria, Croazia, Cipro, Irlanda, Romania e Regno Unito), i paesi conservano sempre la facoltà di ripristinarli per la tutela dell’ordine pubblico. Avere sempre con sé un valido documento di riconoscimento come il passaporto o la carta d’identità, può evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze.

È consigliabile portare con sé anche la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), unificata in Italia con il codice fiscale, che dà diritto all’assistenza sanitaria in caso di temporanea permanenza in uno degli Stati membri dell’UE.

I cittadini extra-UE necessitano di un passaporto valido per almeno tre mesi dopo la data di partenza dal paese dell’Unione nel quale si intende soggiornare e che sia stato rilasciato nell’arco dei 10 anni antecedenti la partenza.  Se necessario, bisogna munirsi anche di apposito visto.

I cittadini UE che intendano soggiornare in un paese dell’Unione per più di tre mesi potrebbero essere obbligati ad iscriversi come residenti presso le autorità locali. In questo caso è necessario munirsi di:

  • documento d’identità valido
  • documento attestante il possesso di un’assicurazione sanitaria
  • certificato di lavoro o, se studente, certificato d’iscrizione presso un istituto riconosciuto e documento attestante la capacità di mantenersi autonomamente senza aver bisogno di sussidi (quest’ultimo è richiesto anche per i pensionati)

La Direttiva 2011/24/UE garantisce ai cittadini UE il diritto all’assistenza sanitaria, alla scelta del professionista e della struttura sanitaria, al riconoscimento delle ricette rilasciate nel paese di residenza e al rimborso delle spese sostenute per dispositivi medici, farmaci e prestazioni, secondo le tariffe applicate nel proprio paese. In Italia il rimborso viene solitamente erogato entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, opportunamente documentata.

È buona regola, quando si viaggia, portare sempre con sé la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), solitamente rilasciata insieme alla tessera sanitaria nazionale.

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