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14 Giugno 2022

Basta cambiare lo smartphone ogni tre anni: la proposta dell’Ue

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Cestino smartphone

Sei stanco di cambiare il tuo telefono ogni tre anni? Attenzione perché questo potrebbe non accadere più! La Commissione europea presenterà, infatti, una proposta di direttiva contro l’obsolescenza programmata dei dispositivi elettronici dopo la pausa estiva.

Il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton ha dichiarato che si sta lavorando all’eco-design per prevenire la durata limitata di smartphone e tablet. Una buona notizia per i consumatori, ma anche per l’ambiente!

Il Parlamento Europeo e il Consiglio degli Stati membri stanno studiando alcune misure su questo tema, le quali includeranno l’affidabilità, la facilità di smontaggio, gli incentivi alla riparazione, l’accesso a pezzi di ricambio critici e l’aumento del riciclo. Per di più, il pacchetto di misure andrà sia a modificare la direttiva sui diritti dei consumatori, obbligando i professionisti a informare i clienti sulla durabilità e sulla riparabilità dei prodotti che ad aggiornare la direttiva contro le pratiche commerciali sleali.

Per quanto riguarda l’obbligo di informazione, la proposta prevede che gli utenti vengano informati, oltre che sulla durabilità garantita dei prodotti e sull’indice di riparabilità anche sugli aggiornamenti del software forniti dal produttore per quei dispositivi considerati intelligenti e per i servizi digitali.

Sul versante delle pratiche commerciali sleali, la Commissione Europea proporrà di allungare la “black list” delle pratiche vietate nel mercato Ue. Ma vediamo quali saranno nello specifico:

  • La mancata informazione ai consumatori dell’esistenza di una caratteristica introdotta nel prodotto finalizzata a limitarne la durabilità, un esempio in questo senso potrebbe esser un software che interrompe o danneggia la funzionalità;
  • Fare dichiarazioni ambientali generiche nel caso in cui l’eccellenza delle prestazioni ambientali del prodotto o del professionista non sia dimostrabile. Per dichiarazioni generiche si intende, per esempio “rispettoso dell’ambiente”, “eco” o tutte quelle che danno erroneamente l’impressione di un’eccellenza delle prestazioni ambientali;
  • formulare una dichiarazione ambientale sul prodotto nel suo complesso quando in realtà riguarda solo un singolo aspetto;
  • mostrare un marchio di sostenibilità che non è basato su un sistema di verifica da parte di terzi o dalle autorità di competenza;
  • mancata informazione sulla funzionalità limitata di un prodotto quando vengono utilizzati materiali, pezzi di ricambio o accessori non forniti dal produttore originale.

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