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14 Maggio 2024

Dichiarazioni ambientali ingannevoli: azione della Commissione e delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori contro 20 compagnie aeree

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Dichiarazioni ambientali ingannevoli: azione della Commissione e delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori contro 20 compagnie aeree

Vi è mai capitato di optare per un volo aereo, magari leggermente più caro ma con emissioni ridotte? Ma quanto corrispondono alla realtà le dichiarazioni ambientali pubblicizzate? Una domanda che si è posta anche la Commissione europea insieme alle autorità appartenenti alla rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC), che hanno attenzionato 20 compagnie aeree per presunte dichiarazioni di marketing ambientale potenzialmente ingannevoli, invitandole ad allineare le loro pratiche al diritto dell’UE, in materia di tutela dei consumatori entro 30 giorni.

Le dichiarazioni ambientali ingannevoli contestate:

Secondo le autorità della rete CPC, le informazioni rese dalle compagnie aeree circa la possibilità, per i passeggeri, di poter contribuire alla compensazione delle emissioni di CO2 attraverso progetti ambientali o l’utilizzo di carburanti più ecologici, pagando un supplemento potrebbero essere ingannevoli se non suffragare da prove scientifiche. La Commissione europea, invero, nell’aggiornare la lista delle pratiche commerciali scorrette, ha adottato regole specifiche sulle asserzioni ambientali anche in virtù dell’importanza che riveste la transizione verde in ambito europeo oltre al diritto ineludibile dei ai consumatori a ricevere informazioni chiare e affidabili sull’impatto ambientale di un prodotto o di un servizio. Un passo concreto in questa direzione è stata la Direttiva UE 2024/825 sulle dichiarazioni ambientali, la quale mira a proteggere i consumatori da operazioni di marketing ingannevoli che non consentono al consumatore di  compiere scelte di acquisto più informate. Nel caso specifico delle asserzioni relative alla compensazione, gli operatori economici devono essere trasparenti, indicando quale parte delle loro affermazioni riguarda le loro operazioni e quale parte dipende dall’acquisto di compensazioni. Sulla base di tali considerazioni, la Commissione europea e le autorità della rete CPC hanno richiesto alle compagnie aeree di presentare, entro 30 giorni, una risposta dettagliata sulle misure proposte per risolvere le preoccupazioni sollevate dalle loro dichiarazioni di marketing ambientale e per garantire l’allineamento delle pratiche commerciali, in tutto il settore del trasporto aereo, alla legislazione dell’UE in materia di tutela dei consumatori.

Quali sono le dichiarazioni ambientali potenzialmente ingannevoli:

La Commissione europea e la rete CPC hanno individuato diversi tipi di pratiche potenzialmente ingannevoli delle 20 compagnie aeree richiamate. Di seguito alcune:

  • dare l’erronea impressione che il pagamento di un supplemento tariffario per sostenere progetti climatici con scarso impatto ambientale o per promuovere l’utilizzo di carburanti alternativi nell’aviazione comporti una totale riduzione o compensazione delle emissioni di CO2;
  • impiegare il termine “carburanti per l’aviazione sostenibili” senza fornire evidenze chiare sull’impatto ambientale di tali carburanti;
  • utilizzare termini, come “verde”, “sostenibile” o “responsabile” in modo assoluto e utilizzare altre asserzioni ambientali implicite;
  • dichiarare che la compagnia aerea si sta dirigendo verso la neutralità delle emissioni nette di gas serra o prestazioni ambientali future senza offrire impegni o obiettivi chiari e verificabili, né un sistema di monitoraggio indipendente;
  • offrire ai consumatori una “calcolatrice” per valutare le emissioni di CO2 di un volo specifico, senza fornire prove scientifiche sufficienti sulla precisione del calcolo e senza dettagli sugli elementi utilizzati per effettuarlo;
  • offrire ai consumatori un confronto tra le emissioni di CO2 dei voli senza fornire informazioni sufficienti e precise sui criteri utilizzati per effettuare il confronto.

È previsto, inoltre, un incontro con i vettori per discutere delle soluzioni eventualmente proposte in risposta alla Commissione e monitorare l’attuazione delle modifiche concordate. Nel caso in cui i vettori aerei non adottino le misure necessarie per risolvere le preoccupazioni sollevate, le autorità della rete CPC potrebbero decidere di intraprendere ulteriori azioni, adottando anche delle sanzioni. Questa non è la prima azione per promuovere un consumo più sostenibile da parte della Rete CPC e delle altre autorità europee di tutela dei consumatori. Proprio alcuni mesi fa, Zalando, una delle piattaforme online di moda più conosciute, ha assunto l’impegno di fornire informazioni più chiare sui benefici ambientali dei prodotti offerti in vendita e di eliminare indicatori e icone di sostenibilità ingannevoli. Tale impegno è stato assunto in seguito al dialogo tra la Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori, con l’obiettivo di evitare di indurre i consumatori in errore riguardo alla reale sostenibilità dei prodotti.

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