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20 Aprile 2023

Progetto SCAN2: applicazione, buone pratiche e criticità del procedimento European Small Claims

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Progetto SCAN2: applicazione, buone pratiche e criticità del procedimento European Small Claims

L’aumento delle transazioni online ha aumentato il contenzioso transnazionale portando cittadini e imprese a rinunciare troppo spesso ai loro diritti per la difficoltà di affrontare un contenzioso transfrontaliero oneroso. L’UE, tuttavia, prefiggendosi l’obiettivo di conservare e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia ha sin dal 2009 procedimento europeo per le controversie di modesta entità. Si tratta di un procedimento attivabile in caso di controversie transnazionali in materia civile e commerciale di modico valore che possono essere risolte in maniera semplice, veloce ed economica. Ma quali sono gli ostacoli che impediscono ai cittadini di utilizzare questa procedura? E quali sono le cosiddette buone pratiche adottate dagli Stati membri per assicurare la corretta applicazione del regolamento EC/2007/861 proprio su tale strumento?

A queste domande risponde “SCAN2” (Small Claims Analysis Net), il progetto europeo finalizzato ad ampliare la conoscenza di questo strumento tra il grande pubblico e migliorarne la fruibilità attraverso la digitalizzazione. Il progetto, realizzato nell’ambito del Programma di Giustizia dell’Unione Europea (2021-2027), parte dai risultati della sua prima edizione che aveva come scopo principale la più ampia diffusione del procedimento europeo per le controversie di modesta entità come strumento di risoluzione valido ed efficace al servizio dei consumatori, degli imprenditori e dei professionisti del diritto. Sulla base della prima esperienza, questa seconda edizione mira, in particolare, a favorire il miglioramento dell’applicazione delle sentenze relative al procedimento europeo e, per l’occasione, è stata condotta un’analisi comparativa tra 26 Paesi dell’Unione Europea.

Nello specifico, l’analisi realizzata ha preso in considerazione numerosi aspetti che riguardano l’applicazione del regolamento nei singoli Stati, come, ad esempio, i costi della procedura o le istituzioni responsabili del procedimento e ha posto l’accento in particolare sugli strumenti e sulle buone pratiche per migliorare le criticità esistenti.

Ancora poca consapevolezza

Dall’analisi è emersa una mancanza di conoscenza generale della procedura e ha posto in evidenza come numerose pagine web non siano aggiornate sul tema e non aiutino in modo efficace il cittadino. Per fare un esempio, si nota la mancanza di istruzioni dettagliate sulle varie fasi della procedura.

Abbattere le barriere linguistiche

Dai risultati ottenuti, è emersa la necessità di reperire le informazioni sulla regolamentazione nazionale in più lingue, all’interno di ogni Stato membro, al fine di renderne più semplice la fruizione per tutti. Questo proprio perché la sentenza deve essere redatta nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui deve essere eseguita.

Digitalizzazione

In aggiunta, manca ancora un appropriato uso degli strumenti digitali nella maggior parte degli Stati membri. Una maggior digitalizzazione permetterebbe, infatti, di semplificare ulteriormente la procedura, rendendola più accessibile a quanti intendano utilizzarla, in special modo se i sistemi attuati dai singoli Stati interagissero tra loro.

In Italia

Nel nostro Paese la competenza a trattare le small claims transnazionali non è affidata ad un’autorità giudiziaria speciale ma, stante il loro valore, spesso è il Giudice di pace che decide sulla maggior parte di queste controversie. È emerso che la possibilità di utilizzare modalità digitali per presentare un reclamo al Giudice di pace di competenza non è implementato in tutte le città italiane. Tuttavia, è possibile interagire attraverso i canali digitali con il Giudice di pace in alcuni distretti in cui è disponibile il servizio online (https://gdp.giustizia.it/sigp/index.php?menu=guida&pagina=guida).

È altrettanto importante sottolineare che la mancanza di una gestione digitalizzata di queste controversie rappresenta un grave problema, in quanto tende a scoraggiare gli utenti dall’utilizzare questo strumento. Inoltre, nel nostro paese fatta eccezione per l’assistenza fornita dal nostro Centro, designato dal Ministero della Giustizia quale punto di assistenza per i cittadini, non è previsto supporto gratuito da parte dello Stato che orienti gli utenti nella procedura ESCP.

Per consultare il report completo e le singole schede per i 26 paesi europei coinvolti visita il sito web https://scan2.vub.be/

La rete SCAN2:

Vrije Universiteit Brussel (BE – coordinatore), Adiconsum, Fondazione Bruno Kessler (IT), Università di Tecnologia di Tallinn – Taltech (EE), Federazione Europea Ordine degli Avvocati (FR), Fondazione camera europea degli ufficiali giudiziari (BE), Università di Lubiana (SI), Università di Zagabria – Facoltà di Giurisprudenza (HR), Università di Vilnius (LT), Centro Europeo Consumatori Germania (DE)

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