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17 Aprile 2025

Viaggi nel Regno Unito? Ecco cosa sapere sulla nuova autorizzazione ETA e come evitare brutte sorprese!

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Regno Unito

Con le vacanze di Pasqua e i prossimi ponti primaverili, molti viaggiatori approfitteranno per organizzare una breve fuga. Se la meta è il Regno Unito, è bene sapere che dal 2 aprile 2025 è in vigore un nuovo obbligo: i cittadini italiani – così come tutti i cittadini dell’UE – devono richiedere un’ETA (Electronic Travel Authorisation) prima della partenza. Si tratta di un’autorizzazione elettronica di viaggio, necessaria per i soggiorni brevi (fino a sei mesi) nel Paese, destinata a cittadini stranieri non residenti e attualmente esentati dall’obbligo di visto.

Chi deve richiedere l’ETA e come farlo:

L’ETA deve essere richiesta prima della partenza da tutti gli stranieri non residenti nel Regno Unito – compresi i bambini – che non necessitano di un visto per soggiorni brevi e che non possiedono uno status di immigrazione nel Paese. L’autorizzazione consente viaggi multipli nel Regno Unito, per soggiorni fino a un massimo di sei mesi alla volta, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto utilizzato per la richiesta, a seconda di quale evento si verifichi per primo. È importante sapere che i visitatori devono viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

L’ETA può essere richiesta esclusivamente online, tramite l’app dedicata UK ETA (Apply for an electronic travel authorisation (ETA) – GOV.UK) oppure accedendo al sito ufficiale del governo britannico (How to apply – Apply for an ETA to come to the UK – GOV.UK). Il riscontro viene fornito in pochi minuti o, al massimo, entro tre giorni lavorativi, salvo casi eccezionali. Una volta approvata, il richiedente riceverà una mail di conferma. L’autorizzazione è digitalmente collegata al passaporto: non sarà quindi necessario stampare o presentare alcun documento al momento dell’imbarco o al controllo di frontiera. Il costo della richiesta è di 16 sterline, circa 18 euro.

Attenzione ai siti non ufficiali e ai costi nascosti

È importante fare attenzione ai siti non ufficiali che offrono servizi per la richiesta dell’ETA. Oltre al sito del governo britannico, sul web si trovano numerosi portali e agenzie private, spesso ben indicizzati o sponsorizzati, che non hanno alcun legame con le autorità del Regno Unito, anche se a prima vista possono sembrare affidabili. Questi intermediari, con sede in diversi Paesi, propongono di ottenere l’autorizzazione a un costo nettamente superiore rispetto alla tariffa ufficiale. Le informazioni sui costi aggiuntivi sono spesso poco trasparenti o nascoste nelle note in fondo alla pagina. In alcuni casi, la richiesta dell’ETA può arrivare a costare fino a 100 sterline, contro le 16 sterline previste ufficialmente. Oltre al danno economico, vi è anche un rischio per la privacy: i viaggiatori che utilizzano questi servizi forniscono dati personali, come la foto del passaporto e una propria immagine, senza alcuna garanzia di ottenere effettivamente l’autorizzazione. Per questi motivi, è fortemente sconsigliato affidarsi ad agenzie o siti web non ufficiali. Per evitare problemi, è sempre preferibile utilizzare esclusivamente i canali ufficiali indicati dal governo inglese.

Nuove norme UE che introducono passaporti e carte d’identità digitali

Oltre all’introduzione dell’ETA per il Regno Unito, anche a livello europeo sono in corso importanti iniziative per rendere più rapidi e sicuri i viaggi nell’UE. A ottobre 2024, la Commissione europea ha adottato due proposte per digitalizzare i passaporti e le carte d’identità, oltre a lanciare una “EU Digital Travel application” per chi viaggia da e verso lo spazio Schengen. Un documento di viaggio digitale è una versione elettronica dei dati contenuti nel chip dei passaporti e delle carte d’identità, come l’immagine del volto del titolare (ma non le impronte digitali). Ciò consentirà arendere più agevoli e rapidi gli attraversamenti dei valichi di frontiera e rendere più efficienti i controlli, ostacolando l’uso di documenti falsi e il traffico illecito.

La richiesta e l’uso della versione digitale dei documenti saranno volontari e gratuiti per i viaggiatori. Inoltre, il documento di viaggio digitale potrà essere memorizzato su un telefono cellulare e, una volta disponibile, integrato nell’app EU Digital Travel, prevista per il 2030. L’app potrà essere utilizzata da tutti i cittadini UE e non UE in possesso di un passaporto biometrico o di una carta d’identità biometrica dell’UE, diretti nello spazio Schengen o provenienti dallo stesso. Grazie all’app, i viaggiatori potranno, ad esempio creare credenziali di viaggio digitali utilizzando il passaporto o la carta d’identità; presentare in anticipo i programmi di viaggio e i documenti alle autorità di frontiera, riducendo i tempi di attesa e garantire la protezione dei propri dati, con la possibilità di fornire il consenso prima del trattamento delle informazioni personali. È importante sapere che l’applicazione richiederà il consenso esplicito dell’utente prima di trattare i dati. Inoltre, gli Stati membri saranno obbligati a impartire alle autorità di frontiera una formazione completa sulle normative in materia di sicurezza e protezione dei dati prima di permettere loro di accedere alle informazioni. Le proposte dovranno essere approvate dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

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