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18 Settembre 2024

Settimana Europea della Mobilità: soluzioni di trasporto più sostenibili per città più vivibili

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

settimana europea della mobilità

Lunedì 16 settembre è iniziata la Settimana Europea della Mobilità, l’iniziativa di punta della Commissione europea per promuovere la mobilità urbana sostenibile. L’obiettivo? Sensibilizzare le persone e incoraggiare comportamenti che favoriscano la mobilità attiva, l’uso dei trasporti pubblici e soluzioni di trasporto più ecologiche e intelligenti.

Dal 16 al 22 settembre, oltre 3.000 comuni in tutta Europa partecipano alla campagna di quest’anno, che ha come tema centrale “la condivisione degli spazi pubblici“. Durante la settimana, le amministrazioni locali sono invitate a sperimentare nuove idee di pianificazione urbana, promuovere infrastrutture e tecnologie innovative, monitorare la qualità dell’aria e raccogliere il feedback dei cittadini.

L’obiettivo è mettere in luce i benefici di una gestione più equilibrata dello spazio stradale e incentivare un maggior rispetto tra gli utenti della strada. Le attività della settimana includono, ad esempio, giornate senza auto, tour in bicicletta e persino la trasformazione dei parcheggi in aree verdi temporanee. Il messaggio è chiaro: cambiare abitudini a favore di una mobilità più attiva, sostenibile e rispettosa dell’ambiente non è solo possibile, ma porta vantaggi per tutti.

Cosa si intende per mobilità sostenibile?

La mobilità urbana sostenibile rappresenta un nuovo modo di pensare agli spostamenti in città, puntando a ridurre l’impatto ambientale, migliorare la qualità della vita e rendere il trasporto accessibile a tutti. Al centro ci sono soluzioni ecologiche come i trasporti pubblici elettrici, le biciclette, i veicoli condivisi e le tecnologie intelligenti per gestire meglio il traffico. L’obiettivo è creare città più vivibili, tagliando l’inquinamento e la congestione, promuovendo al contempo uno stile di vita più sano e spostamenti più efficienti. Misure come le zone a traffico limitato, le piste ciclabili e l’uso di veicoli elettrici sono solo alcuni degli elementi chiave per una mobilità più sostenibile.

Si tratta di ripensare i nostri spostamenti in modo che possano ridurre non solo l’inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra, ma anche il rumore, la congestione del traffico, gli incidenti e il degrado urbano, spesso causato dalla presenza massiccia di veicoli privati. Inoltre, meno strade e infrastrutture significa anche meno consumo di territorio e, non da meno, una riduzione dei costi legati agli spostamenti, sia per i singoli cittadini che per l’intera comunità. La mobilità sostenibile è una priorità per il futuro del nostro pianeta. Spostarsi in modo più intelligente e rispettoso dell’ambiente non è più un’opzione, ma una necessità. Tuttavia, il cambiamento non può limitarsi solo ai mezzi di trasporto che utilizziamo: deve coinvolgere anche il nostro modo di vedere e vivere la mobilità. Per essere davvero efficace, questa trasformazione deve essere anche conveniente dal punto di vista economico e sociale, oltre che ambientale. Solo trovando soluzioni che rispondano ai bisogni di tutti e offrano vantaggi concreti potremo raggiungere un cambiamento duraturo e giusto.

La bicicletta: una delle modalità di trasporto più sostenibili, accessibili, salutari e inclusive

La scelta del mezzo di trasporto ha un impatto enorme sull’ambiente, e alcune opzioni sono decisamente più sostenibili di altre. Ad esempio, treni e autobus sono molto più ecologici rispetto all’uso dell’auto privata. Anche condividere un veicolo, tramite servizi di carpooling o car sharing, riduce il numero di auto in circolazione, diminuendo l’impatto ambientale per passeggero. Ma tra le opzioni più sostenibili a livello individuale, spicca sicuramente la bicicletta. In molte grandi città, tuttavia, pedalare viene spesso percepito come pericoloso o poco pratico da tanti residenti. Questo è cambiato in modo significativo con l’arrivo della pandemia di Covid-19. Le strade si sono svuotate di traffico veicolare e molti hanno riscoperto la bicicletta, approfittando delle vie urbane più tranquille e sicure. Interi quartieri, prima invasi da auto, taxi e autobus, sono diventati il regno di ciclisti, grazie anche agli investimenti massicci di diverse città europee.

Bruxelles, Parigi e Milano sono solo tre esempi di città che hanno vissuto una vera rinascita del ciclismo nel 2020. Milano, in particolare, ha fissato un obiettivo ambizioso: far salire la quota di spostamenti in bicicletta al 20% entro il 2035. Per arrivarci, ha messo sul piatto 225 milioni di euro per il piano “Cambio”, un progetto di mobilità ciclabile che prevede la creazione di 750 km di piste ciclabili principali, collegando il capoluogo con i 133 comuni della sua area metropolitana. Per incentivare un aumento dell’uso della bicicletta e una transizione modale lontano dal trasporto automobilistico, ai ciclisti di queste città è stato offerto un pacchetto di misure che include infrastrutture ciclabili efficienti, interventi per calmare il traffico e restrizioni sul transito motorizzato nei centri urbani o nei quartieri residenziali. Ogni città ha adottato un approccio personalizzato, ma il principio è comune: limitare l’uso delle auto e trovare soluzioni innovative per garantire sicurezza e accessibilità ai ciclisti.

I benefici di questa transizione dalla macchina alla bici sono evidenti: aria più pulita, meno traffico e cittadini più sani. Tutti questi aspetti sono stati sottolineati nella Dichiarazione Europea sul Ciclismo, adottata dalla Commissione Europea il 4 ottobre 2023. Il ciclismo viene descritto come uno dei mezzi di trasporto più sostenibili, inclusivi e salutari, con un ruolo cruciale nel raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE e un valore aggiunto per l’economia europea. L’adozione di questa Dichiarazione rappresenta un momento chiave per il futuro della mobilità ciclabile nell’UE. Gli Stati membri, insieme alle autorità locali e regionali, saranno fondamentali nel ripensare la mobilità urbana e trasformare gli spazi pubblici in linea con questi impegni. Il Parlamento Europeo e il Consiglio continueranno a supportare la Dichiarazione e aggiorneranno periodicamente i contenuti, aggiungendo nuovi obiettivi e iniziative quando necessario.

In breve, il ciclismo sta diventando una vera e propria chiave di volta per città più sostenibili e vivibili in tutta Europa, e questa crescente attenzione si riflette anche nelle normative europee. Spazio alle biciclette è garantito dal Regolamento UE 2021/782 in merito ai diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario, che riconosce ai passeggeri il diritto di portare a bordo le proprie biciclette pagando un corrispettivo ragionevole, previa prenotazione, se previsto dalla tipologia di treno su cui si viaggia. In caso di indisponibilità di posti per biciclette, i passeggeri possono comunque portarle a bordo, assicurandosi di non creare problemi agli altri viaggiatori o intralciare le operazioni ferroviarie. Inoltre, se un passeggero, pur avendo una prenotazione valida, non riesce a imbarcare la propria bici, ha diritto al rimborso del biglietto, a un viaggio alternativo, all’assistenza e a un indennizzo, simile ai diritti riconosciuti in caso di ritardo o cancellazione del servizio, se il rifiuto non è giustificato.

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