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18 Febbraio 2025

Shein sotto la lente della Commissione UE: richiesta di informazioni su prodotti illegali e sul sistema di raccomandazione

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Shein

Il 6 febbraio, la Commissione europea ha inviato a Shein una richiesta di informazioni nell’ambito dei poteri previsti dal regolamento sui servizi digitali. Quest’azione segue di un giorno la pubblicazione della Comunicazione sul pacchetto completo di strumenti dell’UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile, che mira a rispondere alle sfide derivanti dalle importazioni di basso valore da operatori commerciali di paesi terzi in ogni fase del ciclo di vita del prodotto, anche concentrando le azioni di applicazione della legge sui servizi digitali sulle pratiche di commercio elettronico.

L’obiettivo della richiesta di informazioni

Con questa richiesta, la Commissione chiede a Shein di fornire documenti interni e dettagliati chiarimenti sui rischi connessi alla presenza di contenuti e prodotti illegali sulla sua piattaforma, nonché sulla trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione. Viene inoltre richiesta una panoramica sull’accesso ai dati da parte dei ricercatori qualificati, ovvero professionisti con competenze specifiche, autorizzati a condurre approfondite analisi su determinate piattaforme o sistemi, al fine di garantire una gestione responsabile delle informazioni. La Commissione sollecita anche informazioni sulle misure adottate da Shein per ridurre i rischi relativi alla protezione dei consumatori, alla salute pubblica e al benessere degli utenti, nonché dettagli riguardo alla protezione dei dati personali.

Come è noto, Shein è uno dei principali attori globali nel settore del fast fashion, famosa per la vendita di abbigliamento a basso costo attraverso il suo portale online. Il suo modello di business si fonda sull’introduzione rapida di nuove collezioni, con l’obiettivo di offrire prodotti a prezzi accessibili.

La richiesta di informazioni fa parte di un’indagine in corso nei confronti di Shein nell’ambito del Regolamento sui servizi digitali. La società avrà tempo fino al 27 febbraio 2025 per fornire le informazioni richieste.

Il regolamento sui servizi digitali e l’art. 66

Sulla base delle risposte ricevute, la Commissione deciderà le prossime azioni, che potrebbero includere l’avvio formale di un procedimento ai sensi dell’articolo 66 del regolamento Regolamento UE 2022/2065 sui servizi digitali. Questo regolamento, noto anche come Digital Services Act (DSA), insieme al Digital Markets Act (DMA), fa parte del pacchetto normativo europeo per la regolamentazione dei servizi digitali.

Il regolamento sui servizi digitali disciplina le piattaforme online, incluse quelle di commercio elettronico, social network, piattaforme di condivisione di contenuti, app store e siti dedicati a viaggi e alloggi. Il suo obiettivo principale è prevenire attività illegali e dannose online, contrastare la diffusione di notizie false e garantire la sicurezza degli utenti, proteggendo al contempo i diritti fondamentali degli individui. Inoltre, il regolamento crea un ambiente equo e trasparente per le piattaforme online, promuovendo la crescita, l’innovazione e la competitività, e favorendo l’espansione delle PMI e delle start-up. A partire dal 17 febbraio 2024, il regolamento è applicabile a tutte le piattaforme. Tuttavia, già dalla fine di agosto 2023, le sue disposizioni si applicano alle piattaforme designate con oltre 45 milioni di utenti nell’UE, ossia quelle di dimensioni molto grandi, come le piattaforme di social media e i motori di ricerca online

L’articolo 66 del regolamento stabilisce le modalità con cui la Commissione può avviare un’indagine su presunti abusi da parte di piattaforme digitali di grandi dimensioni. In caso di violazioni, la Commissione può avviare un procedimento per adottare misure correttive o sanzionatorie, coinvolgendo le autorità nazionali competenti e garantendo una cooperazione attiva durante l’intero processo investigativo.

Shein non è nuova a provvedimenti normativi. Già il 28 giugno 2024, la Commissione europea aveva inviato una richiesta di informazioni riguardante le misure adottate dalla società per garantire la conformità agli obblighi del regolamento sui servizi digitali. In particolare, la Commissione aveva richiesto chiarimenti sul “meccanismo di notifica e azione” per segnalare prodotti illegali, sui cosiddetti dark pattern (pratiche ingannevoli sempre più diffuse nel mondo digitale, progettate per manipolare le scelte dei consumatori e far loro compiere acquisti impulsivi), sulla protezione dei minori, sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione e sulla conformità dei processi, sia in termini di tempistiche che di progettazione delle piattaforme.

Inoltre, solo pochi mesi fa, Shein si è trovata a dover affrontare anche l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha avviato un’istruttoria per un possibile caso di pubblicità ingannevole. Secondo l’AGCM, la società avrebbe utilizzato strategie di comunicazione che potrebbero risultare ingannevoli o incomplete riguardo alla sostenibilità dei suoi capi d’abbigliamento, considerando anche l’impatto ambientale del settore in cui opera, ossia il fast fashion.

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