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15 Novembre 2024

Temu: Commissione e autorità nazionali chiedono il rispetto delle normative europee a tutela dei consumatori

Consulenza ed assistenza per i consumatori in Europa

Temu

Il 31 ottobre, la Commissione europea ha avviato un procedimento formale per verificare se Temu, la popolare piattaforma di e-commerce, abbia violato la normativa sui servizi digitali. Pochi giorni dopo, l’8 novembre, la Rete di Cooperazione per la Tutela dei Consumatori (CPC) ha contestato alla piattaforma una serie di pratiche che violano le normative europee a tutela dei consumatori, richiedendo l’adeguamento di tali pratiche alla legislazione dell’UE in materia.

Lanciata nel 2022 a Boston, negli Stati Uniti, e gestita dal gruppo cinese PDD Holdings, che controlla anche Pinduoduo, la piattaforma offre una vasta gamma di prodotti a prezzi molto competitivi, inclusi articoli per la casa, elettronica, abbigliamento, accessori e molto altro. La popolarità di Temu ha registrato una rapida crescita grazie alla sua politica di prezzi competitivi, frequenti sconti e promozioni, strategie di marketing innovative. Questi fattori, insieme a un’ampia offerta di prodotti e a una forte presenza sui social media, hanno contribuito a rendere Temu una delle piattaforme di e-commerce in più rapida crescita a livello globale e, dunque, soggetta alle regole stabilite dalla legge sui servizi digitali. Di conseguenza, Temu è tenuta a rispettare gli obblighi particolarmente rigorosi, come il divieto di sfruttare la propria posizione dominante sul mercato digitale per promuovere in modo preferenziale i propri prodotti a discapito di altri, imporre il proprio metodo di pagamento come unica opzione disponibile o riutilizzare i dati personali raccolti per un servizio a fini diversi, valutare e mitigare adeguatamente i rischi sistemici derivanti dai propri servizi.

L’indagine iniziale della Commissione

L’indagine iniziale della Commissione europea si prefiggeva di verificare che la piattaforma sia un ambiente online sicuro e affidabile per i consumatori, ovvero che non agevoli la vendita di prodotti illegali, che il servizio non sia progettato in modo tale da potenzialmente indurre dipendenza, che le recensioni siano veritiere e che non preveda i sistemi di raccomandazione degli acquisti e le limitazioni nell’accesso ai dati per la ricerca.

Inoltre, stante la recente entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Prodotti (GPSR), alla piattaforma è richiesto di nominare un proprio rappresentante stabilito nell’UE, responsabile della conformità ai requisiti di sicurezza dei prodotti cui le competenti autorità possano notificare eventuali ordini di rimozione per i prodotti non sicuri.

Le problematiche emerse

La Rete CPC ha individuato diverse pratiche adottate in violazione delle normative europee a tutela dei consumatori, tra cui:

  • Scontistiche non veritiere: la piattaforma genererebbe nei consumatori l’impressione che i prodotti siano in sconto quando in realtà non lo sono.
  • Vendita sotto pressione: è stato riscontrato l’uso di tattiche come affermazioni false su scorte
  • limitate o scadenze imminenti delle offerte non veritiere per spingere i consumatori a completare gli acquisti.
  • Ludicizazzione forzata: ai consumatori è richiesto di partecipare ad una sorta di gioco di “ruota della fortuna” per accedere o spendere più tempo sulla piattaforma per
  • raccogliere quanti più dati possibili del consumatore, nascondendo informazioni essenziali sulle condizioni contrattuali di queste “lotterie d’uso”.
  • Informazioni fuorvianti: la piattaforma sembrerebbe fornire informazioni incomplete e inesatte al diritto di recesso. La stessa non informerebbe, inoltre, i consumatori circa la necessità di raggiungere un valore minimo per completare l’ordine.
  • Verifica delle recensioni: Temu sembra non fornire informazioni sufficienti sulle misure adottate per garantire l’autenticità delle recensioni pubblicate.
  • Dati di contatto non accessibili.

Inoltre, la Rete CPC ha richiesto a Temu informazioni per valutare la conformità dell’azienda ad ulteriori obblighi previsti dalla normativa UE in materia di tutela dei consumatori, come l’obbligo di informare chiaramente i consumatori se il venditore di un prodotto è un professionista o meno; di garantire che classifiche, recensioni e valutazioni dei prodotti non siano presentate in modo ingannevole; di assicurare che le riduzioni di prezzo siano annunciate e calcolate correttamente; e di garantire che eventuali dichiarazioni ambientali siano accurate e giustificate.

Temu ha ora un mese di tempo per rispondere alle osservazioni della Rete CPC e proporre impegni su come intende risolvere le problematiche individuate in relazione alle normative sui consumatori.

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