Ogni anno, milioni di consumatori europei acquistano beni usati online, attratti da prezzi più accessibili. Dai capi di abbigliamento, ai dispositivi elettronici, fino ai giocattoli e molti altri prodotti, il mercato dell’usato è in continua crescita. Ma le pratiche dei venditori sono conformi al diritto dell’UE in materia di tutela dei consumatori? Per fare chiarezza, la Commissione europea e le autorità nazionali preposte alla tutela dei consumatori hanno condotto un’indagine a tappeto (sweep) su 356 professionisti attivi su siti web e piattaforme di vendita di beni di seconda mano. I risultati, pubblicati il 7 marzo, rivelano che le pratiche di ben 185 venditori (52%) potrebbero non essere conformi alle normative.
I risultati dell’indagine
L’indagine si è svolta in due fasi:
1) La verifica dei siti web operanti in un determinato settore economico per identificare eventuali violazioni della normativa a tutela dei consumatori.
2) L’azione di moral suasion delle autorità nazionali di enforcement che hanno invitato i professionisti ad adottare misure correttive.
Molti sono stati i settori economici interessati dall’indagine: dall’abbigliamento, alle apparecchiature elettroniche, ai giocattoli e prodotti per l’infanzia, agli elettrodomestici, all’arredamento ecc…Nello specifico, l’analisi condotta sui 356 siti web ha rivelato significative criticità:
– Il 40% degli e-shop non fornisce chiaramente ai consumatori informazioni sul diritto di recesso;
– Il 45% informa correttamente i consumatori sui diritti loro riconosciuti in caso di prodotto non conforme;
– Il 57% non adempie all’obbligo di garantire il prodotto per almeno un anno dall’acquisto;
– Il 34% presenta dichiarazioni ambientali, ma:
– Il 20% non fornisce prove adeguate a supporto delle dichiarazioni pubblicate.
– Per il 28% dei casi le dichiarazioni ambientali sono risultate false, ingannevoli o potenzialmente riconducibili a pratiche commerciali sleali.
– Il 5% non ha correttamente indicato la propria identità e l’8% non ha fornito il prezzo totale del prodotto, comprensivo delle spese di spedizioni ed eventuali oneri fiscali.
L’ indagine condotta dalla Commissione Europea e dalla rete Consumer protection cooperation (CPC) si inserisce nel quadro delle misure non legislative volte a garantire un elevato livello di protezione dei consumatori le cui scelte di acquisto subiscono sempre più spesso l’impatto di pratiche commerciali scorrette. A sottolineare l’importanza di questa azione è Michael McGrath, nuovo Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di diritto e la Tutela dei consumatori, che ha dichiarato: “I beni usati svolgono un ruolo cruciale in un’economia circolare. È fondamentale che tutti gli operatori, compresi quelli che trattano beni usati, rispettino i diritti dei consumatori. I risultati della nostra recente indagine indicano che questo non sempre accade. Esorto tutti gli operatori interessati a garantire che le loro pratiche siano pienamente in linea con il diritto dell’UE in materia di tutela dei consumatori.”
L’acquisto di beni usati è una scelta sostenibile che offre numerosi vantaggi sia ai consumatori che all’ambiente. Prolunga il ciclo di vita degli oggetti, riducendo la quantità di rifiuti destinati alle discariche e l’inquinamento derivante dallo smaltimento; permette ai consumatori di risparmiare denaro senza rinunciare alla qualità; contrastare il fenomeno dell’obsolescenza programmata, promuovendo una cultura del riuso e della riparazione.
Comprare beni usati è un modo efficace per ridurre gli sprechi, risparmiare e contribuire attivamente alla sostenibilità ambientale ed economica senza rinunciare ai nostri diritti, in quanto la circostanza che il prodotto che acquistiamo sia di “seconda mano” non esclude il nostro diritto a ricevere informazioni chiare e trasparenti sulle caratteristiche del prodotto, sull’identità dell’ operatore economico che lo vende, sul prezzo, sul diritto di recesso e su quello al ripristino della conformità nel caso di bene difettoso sebbene, in questo ultimo caso, la durata della garanzia legale può essere ridotta ad un anno.


