Booking Holdings Inc. (BHI), ufficialmente designata come “gatekeeper” il 13 maggio 2024, è tenuta a garantire che il suo servizio di intermediazione online – Booking.com – rispetti tutti gli obblighi previsti dal Digital Markets Act (DMA).
Con il termine gatekeeper si identificano le grandi piattaforme digitali che offrono servizi come motori di ricerca, social network, sistemi di comunicazione, browser e pubblicità online e altri, che posseggono determinate caratteristiche quali aver raggiunto un fatturato annuo di almeno 7,5 miliardi di euro negli ultimi tre anni e un minimo di 45 milioni di utenti attivi mensili. A partire dal 14 novembre, la piattaforma dovrà:
- Divieto delle clausole di “parità” che impediscono ai fornitori di servizi di offrire prezzi o condizioni migliori su canali alternativi. Ora, hotel, compagnie di autonoleggio e altri fornitori possono proporre prezzi e condizioni differenti, anche più vantaggiosi, sui propri siti web o su altre piattaforme rispetto a quelli disponibili su Booking.com.
- Restrizioni su pratiche equivalenti alle clausole di parità come aumentare le commissioni o rimuovere le offerte di utenti business che applicano prezzi diversi su altre piattaforme. L’obiettivo è di garantire una competizione più equa tra piattaforme e fornitori di servizi, incentivando innovazione e riduzione dei prezzi.
- Accesso ai dati in tempo reale ai suoi fornitori che potranno acquisire agevolmente i dati generati tramite l’utilizzo di Booking da parte dei loro clienti. Tale possibilità fornirà nuove opportunità di analisi finalizzate a migliorare le strategie aziendali.
- Portabilità dei dati degli gli utenti business verso piattaforme alternative stimolando lo sviluppo di offerte innovative e personalizzate ed una maggiore competitività sul mercato.
Booking dovrà dimostrare la piena conformità alle regole del DMA, che ha lo scopo di garantire mercati equi e contendibili nel settore digitale. La piattaforma ha già presentato un rapporto dettagliato sulle misure adottate, il quale verrà analizzato attentamente dalla Commissione europea per valutarne l’efficacia nel raggiungere gli obiettivi del DMA.
La piattaforma, solo alcuni mesi fa, si è già dovuta confrontare con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che ha avviato un’indagine nei confronti di Booking.com (Italia) S.r.l., Booking.com B.V. e Booking.com International B.V. per verificare un presunto abuso di posizione dominante nel mercato dei servizi online di intermediazione e prenotazione di strutture alberghiere. Anche l’Antitrust spagnolo è intervenuto contro Booking, imponendo una multa da 413 milioni di euro per aver imposto condizioni commerciali sleali agli hotel spagnoli e per aver limitato la concorrenza delle piattaforme alternative.


