Nuovo packaging, addio ai pacchetti da 10 e alle sigarette aromatizzate.
E’ in vigore dallo scorso 19 maggio la nuova Direttiva europea sui prodotti del tabacco (2001/37/CE), definita dal Commissario europeo per la Salute Tonio Borg “una conquista per la politica in materia di salute pubblica dell’Ue”.
Le nuove regole armonizzate assicureranno che il tabacco e i prodotti correlati venduti sul mercato europeo abbiano l’aspetto e il gusto di tabacco, con l’intento di ridurre il numero di chi inizia a fumare, soprattutto fra i giovani.
La strategia per dissuadere i più giovani – categoria più a rischio, se si considera che il 70% dei fumatori inizia ancora minorenne – dalla tentazione del fumo è di aumentare l’area del pacchetto di sigarette (o di tabacco) coperta dalle avvertenze per la salute fino al 65%, davanti e dietro, facendo ricorso ad immagini shock (sicuramente più d’impatto rispetto alle scritte, che troveranno comunque posto sui lati). I pacchetti con meno di 20 sigarette, meno costosi e quindi più accessibili ai giovani, dovrebbero sparire dalla circolazione. Gli aromi profumati come mentolo, vaniglia o frutta saranno proibiti. Il tabacco, in altre parole, dovrà sapere di tabacco, e non essere addolcito per poterlo rendere più appetibile ai consumatori.
Due le opzioni per regolamentare il mercato delle sigarette elettroniche (che dovranno avere misure di sicurezza per bambini e riportare avvertenze per la salute). Gli Stati membri potranno decidere se commercializzarle come prodotti per aiutare a smettere di fumare (e in questo caso, saranno regolamentate come medicinali) o come prodotti da tabacco, con tutta un serie di limiti. In particolare, la concentrazione massima di nicotina potrà essere di 20mg/ml, la taglia massima della cartuccia interna ricaricabile sarà di 2ml, e quella del flaconcino di ricarica di 10ml.
Regole più severe anche per le indicazioni da riportare in etichetta degli ingredienti contenuti nei prodotti del tabacco.
La Direttiva è stata pubblicata lo scorso 29 aprile, ed è in vigore dal 19 maggio.
Spetta ora agli Stati membri, entro 2 anni, recepire la Direttiva e implementarla nella legislazione nazionale.